Salvini e Di Maio a Vicenza

Hanno scelto le “loro” associazioni di risparmiatori a cui hanno raccontato un sacco di balle.

Unica voce di coraggioso dissenso nella manifestazione Letizia Giorgianni con i suoi associati.

All’esterno centinaia di risparmiatori di altre 13 associazioni hanno contestato Di Maio.

Il governo del popolo, avvitato nella spirale di malafede e stupidità con cui ha scritto norme per il rimborso dei risparmiatori truffati semplicemente inattuabili, getta la maschera e punta a capitalizzare brutalmente in termini elettorali almeno l’effetto annuncio della norma.

Lo avevamo detto e purtroppo non ci hanno ascoltati: l’articolo sul fondo ristoro è scritto con i piedi, ogni tentativo di aggirare le norme europee che richiedono un arbitro o un giudice per la verifica caso per caso dei diritti violati per le vittime del misselling risulta ridicolo e frustrato dal fatto che proprio i tecnici del governo hanno formalmente messo nero su bianco che il parlamento ha approvato una legge meritevole di sanzioni comunitarie.

Ha ragione la Giorgianni quando dice che in Europa abbiamo già perso, visto che è la stessa tecnostruttura del governo italiano a dire che così com’è la legge merita una bella procedura di infrazione.

E allora?

Allora Di Maio e Salvini avevano promesso la presentazione del decreto attuativo e invece sì sono presentati con un bel comizio, l’ennesimo, contro l’Europa, contro Bankitalia e contro Consob.

Per carità, tutto molto giusto e lodevole. Ma i soldi dei ristori?

Nessuna risposta.

Non esiste più alcun serio indizio che le erogazioni inizieranno nel 2019.

Credo però che il governo del popolo, questa volta, stia peccando di arroganza, dimenticando, come del resto fece Renzi, che il popolo esiste sul serio.

Che la gente non è affatto scema.

Soprattutto che esiste un limite oltre il quale raccontare balle propagandistiche diventa controproducente.

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