La strana guerra tra Salvini e Di Maio

Divisi su tutto, ma inseparabili dalle poltrone governative.

Come era prevedibile, l’inchiesta dei magistrati che accusano il sottosegretario leghista Siri di corruzione ha scatenato la pretesa di immediate dimissioni da parte dei 5 stelle, Di Maio in testa.

Prevedibile e scontato.

Pretendere che i 5 stelle in piena campagna elettorale non facciano la medesima richiesta fatta in passato in tutti i casi simili è ridicolo.

Se non condividi questa usanza tribale di far dimettere chiunque anche per un semplice avviso di garanzia, molto semplicemente non dovresti entrare in coalizione con i 5 stelle.

Stesso discorso vale per tutti gli altri temi divisivi che funestano il governo degli sfasciacarrozze.

Non lo scopriamo oggi che i grillini non vogliono la TAV e sono nemici di qualsiasi grande opera.

E neppure è una novità che i 5 Stelle abbiano un'anima di sinistra, che va ben oltre le fastidiose esternazioni antileghiste di Fico e compagni.

Infine persino a Bergamo bassa era ben nota l’assoluta incapacità a tutto della Raggi.

Se non ti piace la Raggi non fai un governo col suo partito, dichiarando che dovrà per giunta durare 5 anni, quindi un governo politico vero, non una soluzione di emergenza.

Il risultato paradossale di questa situazione è la stridula guerriglia quotidiana tra Salvini e Di Maio.

Adesso si rischia che ci vada di nuovo di mezzo Roma, già minacciata dalle cazzate autonomiste del Carroccio, sempre impegnato a tentare di trasferire in Veneto e Lombardia qualche ministero: adesso Salvini vuole bloccare le risorse del decreto Salva Roma, sottraendo risorse non solo alla Raggi, ma anche alla Capitale d’Italia.

Tutte le capitali europee hanno risorse speciali per far fronte alle spese che derivano dall’onore e dall’onere di ospitare il governo, quindi tutte le delegazioni di Stato in visita al governo, centinaia di manifestazioni ogni anno di ogni genere e natura, la gestione di eventi all’alteza di una capitale.

E Roma, ricordiamolo, per la presenza del Pontefice è due volte Capitale.

Solo Salvini e la Lega - e prima di loro Bossi - possono sostenere che Roma è come qualsiasi altro Comune italiano.

Forse Salvini e Di Maio invece di mettere nei guai la nostra città farebbero meglio a separarsi dalle loro poltrone ministeriali prendendo atto dei sonori fallimenti del governo del popolo e della loro sostanziale incompatibilità.

Prima lo fanno è meglio è.

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna