Governo in bilico

Salvini e Di Maio davanti hanno solo due strade: provare a scappare senza pagare il conto dei danni commessi, votando a settembre ed evitando così di approvare la finanziaria.

Oppure assumersi la responsabilità di aumentare le tasse per coprire il colabrodo dei conti pubblici che hanno determinato in un solo anno di governo.

Il terremoto delle elezioni europee ha sconvolto gli equilibri politici del governo degli sfasciacarrozze.

Il Movimento 5 Stelle si accinge ad un processo farsa di Di Maio sulla piattaforma Rousseau, ma il vero problema è proseguire un’esperienza di governo che sta cancellando tutti i recenti successi grillini e, prima o poi, farà lo stesso con la stagione dell’exploit salviniano.

Tanto Salvini quanto Di Maio vorrebbero voltare pagina, ma non sanno come fare.

L’ipotesi meno sconveniente sul piano elettorale sarebbe fuggire verso le elezioni anticipate a settembre, senza approvare una finanziaria che porterebbe con sé l’inevitabile conseguenza dei danni prodotti nell’ultimo anno di governo, cioè l’aumento delle tasse e, in particolare, dell’Iva.

L’altra strada, piena di incognite rispetto alla reazione dell’elettorato italiano, passa per un percorso pilotato verso elezioni nella prossima primavera, che includa l’assunzione di responsabilità da parte dei giallo-verdi dell’utilizzo della leva fiscale per mettere parziale riparo ai danni compiuti in un solo anno di stupidaggini demagogiche.

La crescita di Fratelli d’Italia consente una via di uscita a Salvini per abbandonare in pochi mesi questa alleanza innaturale e pericolosa.

Vediamo se e come il leader della Lega saprà cogliere questa opportunità.

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