Si rifà la TAV

Nella soap opera di governo adesso va in onda l’episodio inedito di Conte contro i 5 stelle.

Su Faceboook, invece che in Consiglio dei ministri, Conte ha deciso di dire finalmente sì alla TAV, spiegando una cosa che persino un bambino aveva ben chiara fin dall’inizio di questa querelle, e cioè che ormai rinunciare all’opera significherebbe perdere tutti gli investimenti fin qui realizzati.

Di Maio, rabbioso, ha replicato che lui non ha paura di restare da solo sul fronte No TAV e che deciderà il Parlamento, ma sui social la base grillina grida al tradimento.

Cade infatti la più antica e importante bandiera delle campagne elettorali pentastellate e a gettarla nel fango è proprio il premier voluto da Beppe Grillo.

Ovviamente è un bene per il Paese, ma l’impressione è che ormai tutti si comportino come se la coalizione di governo non esistesse più: persino Conte sembra ormai impegnato soprattutto a smarcarsi dai due ingombranti vice, di cui è stato per mesi semplice e zelante portavoce, per liberarsi le mani in vista di un dopo Salvini/Di Maio.

Sul piano elettorale la nuova piega presa dalla soap opera governativa, con lo scontro tra Conte e Di Maio, rischia di uccidere il movimento grillino e di far implodere ciò che resta del movimento No TAV.

Non ci mancheranno né gli uni né gli altri.

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