Motovedetta ferma con un centinaio di profughi a bordo

Le cronache dei migranti raccontano che una motovedetta della Guardia costiera, della classe "Gregoretti" è ferma con un centinaio di profughi a bordo, davanti al porto di Catania.

A pochi giorni dalla morte di Ugo Gregoretti, il nome della motovedetta ricorda la memoria di suo zio, Bruno Gregoretti, medaglia d’argento caduto combattendo in Dalmazia contro i partigiani di Tito.

Avevo raccontato in un post come Ugo Gregoretti mi avesse aiutato nella ricostruzione delle origini del fascismo a Roma, per raccontare nel libro “Arditi contro” la storia di suo padre e dei suoi agguerriti zii nella breve stagione dello squadrismo romano.

Oggi scopro che la Guardia costiera ha intitolato una classe di motovedette ad uno degli zii di Ugo Gregoretti, Bruno, che appunto della Guardia costiera era ufficiale, caduto nel 1942 sulle coste della Dalmazia in un combattimento con le bande titine.

Nato nel 1897, Bruno Gregoretti aveva prestato servizio in Marina nella prima guerra mondiale, poi laureatosi in ingegneria si era impegnato nel Fascio capitolino, ricoprendo la carica di vicecomandante della Centuria Battisti.

Richiamato in servizio nel 1935 aveva svolto delicati comandi a Mogadiscio e a Chisimaio.

Rientrato in patria per curarsi da una malattia tropicale, allo scoppio della seconda guerra mondiale aveva preso servizio nella Guarda costiera, impegnata nei Balcani nella repressione delle formazioni partigiane titine.

Mi ha fatto piacere che del suo sacrificio rimanga traccia e memoria nelle unità che operano per rendere sicure le nostre coste.

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna