Finisce il cosiddetto Governo del cambiamento

Finisce in un torrente di accuse reciproche tra Lega e Cinque stelle il cosiddetto Governo del cambiamento.

In 14 mesi il cambiamento non si è visto.

Da oggi scompare anche il Governo.

Dispiace registrare come Salvini se la sia giocata maluccio.

Ora, però, bisogna andare al voto il prima possibile.

Ci mancava pure il ritiro della mozione di sfiducia in zona Cesarini da parte della Lega: iniziativa discutibile, che ha fatto il gioco di Conte, consentendogli di chiudere, con un atto di assunzione di responsabilità, una crisi gestita, nella scelta dei modi e dei tempi, in maniera assai avventurosa da Salvini.

Così il premier, anzi l’ex premier, ha avuto gioco facile nell’accusare di ambiguità il leader della Lega, prendendosi lui la responsabilità di dimettersi salendo al Quirinale.

L’unico vantaggio che Salvini porta a casa è aver tolto a Di Maio ogni alibi sul mancato taglio dei parlamentari determinato dalla crisi di governo, e non è un vantaggio da poco.

In ogni caso questa bravata del Governo del popolo è finita nel ridicolo.

Spero che il modo grottesco in cui si è conclusa in pochi mesi questa vicenda metta fine alle fantasie sul “cambio di paradigma” o sulla “rivoluzionaria” alleanza tra populisti che tanti, certamente in buona fede, anche vicini alle nostre posizioni, hanno in buona fede sostenuto in questi mesi.

La verità è che qualsiasi alleanza con i 5 stelle era e rimane priva delle condizioni minime per poter prendere forma anche per un tempo limitato, figuriamoci per un patto di legislatura.

Ora conta solo chiudere la questione dell’IVA e andare di corsa a votare.

Speriamo di riuscirci.

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