Trump benedice con un tweet il Governo Conte

Spero che ora qualcuno rifletta sull’immotivata simpatia per il presidente americano di una parte del nostro mondo.

Non mi ha mai convinto questo presidente che ci minaccia con i dazi e adesso tenta esplicitamente di condizionare le nostre vicende interne.

Ci sono due cose che davvero mi hanno fatto venire le bolle nell’ultimo anno: questa immensa cazzata del “cambio di paradigma” che doveva scaturire dal geniale accordo tra Lega e Cinque stelle e da un rapporto con un sedicente potenziale alleato internazionale individuato in Donald Trump.

La stampa di centrodestra tende purtroppo ad entusiasmarsi per qualsiasi leader politico che si agiti in modo scomposto contro il “politicamente corretto”.

Certo Trump poteva apparire ed era meno peggio della Clinton. Ma certo non è un alleato ideale né per l’Italia né per l’Europa.

È un rude e aggressivo conservatore americano, deciso a prendere a calci sui denti chiunque non si adegui ai suoi modi spicci e minacciosi.

Inoltre è un tipo che non si pone minimamente il dubbio di esercitare con moderazione la sua influenza.

Perciò non mi stupisce il suo tweet a crisi ancora aperta in favore di Conte, che rappresenta quello che un tempo avremmo tutti definito un chiaro tentativo di ingerenza nella politica interna italiana da parte di una potenza straniera.

Insomma la realtà è sempre più complessa della propaganda.

Il fatto che Trump sia meglio della Clinton non significa che sia una bella persona, o addirittura un alleato.

Per fortuna ora si è fissato con la Groenlandia, che vorrebbe addirittura comprare, al punto da maltrattare il governo danese colpevole di non averlo preso sul serio.

Un personaggio del genere va osservato mantenendo un certo distacco, perchè può fare davvero di tutto.

E non sempre la cosa può risultare divertente o condivisibile.

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