È ufficiale: nasce il governo della banda dei 4

E i 4 sono Conte, Di Maio, Zingaretti e Renzi.

L’ultimo, tragicomico errore della Lega, offrire Palazzo Chigi a Di Maio, che oggi ringrazia pubblicamente per la disponibilità, che gli ha consentito di mettere Zingaretti con le spalle al muro, imponendogli l’accordo.

Zingaretti non è esattamente un eroe, quindi era troppo sperare che potesse ignorare le pressioni dei sindacati, di Confindustria, dei giornaloni, di Macron, della Merkel, della Chiesa e persino di Trump, rompendo gli indugi e portando il Paese al voto.

Ma se anche avesse avuto un sussulto di coraggio, mosso ovviamente dai propri interessi politici a levarsi dai piedi, in un colpo solo, la concorrenza grillina a sinistra e quel rompipalle di Renzi dentro il Pd, era impossibile pretendere che non facesse un governo Conte bis già sapendo che, in quel caso, la sua controparte aveva in tasca la garanzia leghista di un secondo governo gialloverde a guida Di Maio.

Quindi Zingaretti non aveva davanti a sé un alternativa tra il governo Conte e le elezioni, ma semplicemente poteva dire di no al compromesso con i 5 stelle solo per consentire alla Lega di tornare al governo, facendo la figura dello scemo e dell’ingenuo e finendo sotto processo mediatico come fregnone dell’anno.

Si dirà: ma la Lega l’offerta a Di Maio l’ha fatta tatticamente, solo per disturbare la trattativa.

Ammesso che sia così, vorrei sapere il nome del genio politico che ritiene che un’iniziativa di questo genere abbia disturbato la trattativa.

In realtà ha solo enormemente rafforzato al tavolo la posizione di Di Maio, che infatti oggi ringrazia, e messo definitivamente all’angolo Zingaretti.

Comunque sia, è ufficialmente nata la banda dei 4: Conte, Di Maio, Zingaretti e Renzi, sono al lavoro per riempire le caselle del nuovo governo, consumando il più brutale e spregiudicato patto di potere della storia della Repubblica.

Non solo non ci sono tracce politiche delle ragioni, in positivo, di questa alleanza, ma i 4 si affrontano come in un film spaghetti western, più per regolare i loro conti in un duello finale, Conte contro Di Maio e Renzi contro Zingaretti, che per governare il Paese.

In pratica comprano tempo, rinviando le elezioni, per ammazzarsi tra loro con comodo.

Non sarà un bello spettacolo.

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