La piattaforma Rousseau

Il governo Conte verrà sottoposto a ratifica digitale dalla piattaforma Rousseau.

Peccato che non siano garantite segretezza e trasparenza del voto...

Nonostante la sanzione irrogata nello scorso mese di Aprile, dopo che il Garante della privacy aveva accertato come, nella piattaforma Rousseau, non siano garantite né la sicurezza, né la segretezza del voto, il cui risultato resta esposto a manipolazioni di cui non rimarrebbe poi traccia, Casaleggio e Di Maio tornano a giocare la carta del referendum digitale per promuovere o bocciare la nascita del governo Conte.

La faccenda viene, more solito, presentata come una garanzia di controllo per la base degli iscritti, mentre in realtà costituisce un estremo strumento di intervento del vertice dei 5 stelle per benedire l'accordo più impresentabile del secolo oppure per bocciarlo in extremis.

D'altra parte se, come ha constatato il Garante, chi gestisce la piattaforma ha il potere di identificare ogni singolo voto e addirittura di manipolare il risultato finale, senza lasciare tracce o prove, è chiaro che l'intera faccenda ha parentele molto lontane e troppo vaghe con un credibile esercizio di controllo democratico.

A me pare che il referendum sia una pistola puntata contro Zingaretti e Conte, un modo abbastanza esplicito per ricordare che ogni loro compromesso sarà comunque provvisorio e sottoposto al vaglio di un decisore ultimo che potrebbe incenerirli politicamente.

Circostanza che consiglia e induce i due contraenti a trasformare il decisore ultimo in un decisore preventivo, per evitare poi brutte sorprese nell'urna digitale.

A costo di sfidare il ridicolo, visto che viene davvero difficile credere che una libera e onesta consultazione tra la base del 5 stelle possa concludersi con un consenso maggioritario intorno alla proposta di fare un governo col PD.

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