Non era mafia

La cassazione mette fine a una vicenda giudiziaria che ha annientato l'immagine della città: a Roma non c'è mai stata nessuna associazione mafiosa nella macchina comunale.

Solo corruzione, come in altre città, ma nessuna "mafia capitale".

Ció che tutti pensavano e che già i giudici in primo grado avevano scritto è oggi una sentenza di Cassazione che dovremo leggere e che chiude una pagina ambigua della storia della città: mafia capitale non era mafia, ma corruzione, volgarissima e comune corruzione.

Niente a che fare con le cosche, con i mafiosi veri.

Cinque anni devastanti per una città già piena di guai e di problemi, assediata dal malaffare e dalla retorica, che hanno consentito a registi, intellettuali, politici di quarto ordine di costruire le loro fortune su questo terribile binomio: mafia capitale.

Ora è finita e dobbiamo dire con chiarezza che la volontà di forzare, spingendo le imputazioni verso l'associazione mafiosa, rappresenta un cattivo servizio reso da alcuni magistrati alla città.

Bastava sanzionare - e lo fecero con assoluta intransigenza i giudici di primo grado - i colpevoli in modo esemplare con le pene consentite per la normale associazione per delinquere e per corruzione, perché fare pulizia e fare giustizia è possibile anche senza creare un caso mediatico internazionale.

Magari è meno spettacolare, ma le aule di giustizia non servono a fare notizia, ma a mettere in galera i colpevoli e ad assolvere gli innocenti.

Di questo si accontenterebbero tutti i cittadini.

Senza cercare titoloni sui giornali, senza alimentare cicli cinematografici e televisivi, senza consentire a politici piccoli piccoli di atteggiarsi a giustizieri in lotta con presunti quanto improbabili scenari mafiosi.

Speriamo per il futuro.

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