Balordi assassinano un ragazzo coraggioso

In una Roma ormai impazzita, dobbiamo rispettare il dolore dei familiari e sperare che i colpevoli vengano presi subito.

Non è il momento delle beghe della politica.

Non mi va di buttarla in politica: non mi sembra adeguato al coraggio e al sacrificio del povero Luca Sacchi, morto per aver difeso la sua ragazza da due balordi all'Appio Latino.

Prima ancora della latitanza delle istituzioni, mi colpisce l'escalation di stupida e gratuita violenza che procede in una città impazzita, dove ormai si uccide per niente.

Penso ai recentissimi precedenti prima ad Aprilia, dove un giovane atleta è rimasto invalido per un colpo di arma da fuoco sparato per errore al suo indirizzo da un ragazzotto che voleva vendicarsi su un gruppo rivale.

Poi il carabiniere accoltellato in Prati.

E, ancora, questa tragedia.

E' una Roma ormai idrofoba, incrudelita dalla droga, dove le nuove generazioni sembrano ispirarsi alle peggiori serie televisive.

Certo, occorrono più controlli, più uomini e mezzi per le forze dell'ordine: ma a me pare che la questione sia più seria, drammatica e complicata.

Paradossalmente è molto più semplice fronteggiare la criminalità organizzata, che questo pulviscolo di cani sciolti armati e imbecilli, criminali da strapazzo, in realtà balordi e codardi, che affidano a un revolver il riscatto della loro vigliaccheria.

Gente così c'è sempre stata, ma mai così tanta e mai così pericolosa.

Dovremmo capire bene il perché, prima di buttarla in politica.

Dovremmo ammettere che la superficialità in materia di sicurezza sta mettendo in ginocchio la città.

Dovremmo sforzarci di essere tutti all'altezza del dolore e dell'incredulità delle famiglie colpite da questi delitti, tanto infami quanto gratuiti.

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna