Il disastro del reddito di cittadinanza

Dopo tanti annunci, proclami e bugie arrivano i primi numeri ufficiali del disastro del reddito di cittadinanza...

Prima le anticipazioni del Sole 24 ore, poi, ieri, un lungo articolo sul Foglio, raccontano le cifre fornite da INPS e Ministero del Lavoro sul reddito di cittadinanza.

Sono la foto di un disastro annunciato.

Le sintetizzo in questo testo, mettendo a confronto gli annunci di Di Maio al momento della presentazione e la realtà.

Di Maio prometteva che il reddito avrebbe abolito la povertà portando il reddito minimo di oltre 2 milioni di famiglie povere a 780 euro al mese e a 1300 quello delle famiglie numerose: in realtà l’assegno arriverà a soltanto a 945.000 famiglie, con una media del valore dell’assegno erogato di 480 euro al mese.

Le famiglie numerose a cui hanno riconosciuto l’assegno sono solo lo 0,5%, cioè 4.700 famiglie in tutta Italia, meno di 250 famiglie a regione.

Secondo il Sole 24 ore, il 39% dei beneficiari riceveva già prima il reddito di inclusione del governo Renzi.

Hanno rinunciato al reddito o lo hanno perso in seguito a controlli, circa 50.000 richiedenti.

Che è un numero enorme se si considera che INPS ha controllato solo i requisiti formali incrociando i dati disponibili con Agenzia delle entrate.

Immaginate cosa accadrebbe se la Guardia di finanza procedesse ad un controllo su una media campionatura.

Infine sulla funzione del reddito come politica di sostegno all’occupazione, l’annuncio di Di Maio, secondo cui 10.000 navigator sarebbero stati in pochi mesi pronti ad offrire fino a tre posti di lavoro ad ogni titolare di reddito di cittadinanza, si traduce nella realtà in poco meno di 3.000 navigator assunti, che ad oggi non hanno offerto nessun posto di lavoro, anche perché finora le regioni sono riuscite solo a incontrare meno di 100.000 dei 945.000 beneficiari per fargli almeno firmare i cosiddetti patti per il lavoro.

Nel frattempo manca la struttura informatica per creare l’incontro tra domanda e offerta e per consentire alle imprese di intascare il bonus per l’assunzione dei percettori del reddito, manca la norma che dovrebbe consentire la stessa cosa ai comuni.

Manca tutto.

Infine oggi sappiamo che sono 40.000 gli extracomunitari che hanno vista accolta la loro domanda di reddito di cittadinanza.

Mancano i dati sui neocomunitari.

Questa carneficina di denaro pubblico misura la distanza tra propaganda e realtà e dimostra quanto sia stata criminale la fretta ostinata con cui si è preteso di varare il provvedimento prima delle europee solo per incassare quattro voti in più.

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