Fondo salvastati: complicazioni

ABI minaccia di non comprare più titoli, se la riforma ne minasse la sostenibilità.

Anche loro pericolosi propagandisti populisti?

Patuelli, dell’ABI, in audizione si è spinto fino a ipotizzare un disimpegno delle banche dall’acquisto dei titoli obbligazionari italiani qualora la ventilata riforma del fondo salva stati ne minasse la sostenibilità.

Nel frattempo va in onda il solito scaricabarile tra sfasciacarrozze.

Abbiamo una versione dei fatti di Conte, che dice siamo sempre stati contrari e ne avrebbe parlato in quattro riunioni del Consiglio dei ministri.

Ora, secondo Conte, metteremo il veto sul provvedimento.

Tria, invece, dice che nell’eurogruppo avrebbe dato il suo assenso all’attuale formulazione degli ordini del giorno, dopo aver combattuto tutta la notta con gli olandesi, che volevano imporre clausole ancor più vessatorie.

In una patetica intervista al messaggero, Tria racconta di questa epica nottata in cui avrebbe tenuto testa ad uno dei Paesi più piccoli dell’Unione, mentre Francia e Germania scrivevano il testo vero della riforma.

Quindi, secondo lui, su quel testo avremmo già dato un assenso consapevole e lui lo avrebbe condiviso con Conte e gli altri ministri.

Di Maio dice che lui non ne sa nulla e che tutto deve ora essere spiegato al Parlamento.

Infine il ministro del Tesoro in carica dice che è un ottimo accordo per l’Italia e che Tria è stato bravissimo, mentre la Meloni starebbe facendo una tempesta in un bicchiere d’acqua.

Ricapitolando:

  • il Presidente del Consiglio è contrario e vuol mettere il veto;
  • il precedente Ministro del tesoro è favorevole e ha accettato il compromesso sul testo attuale nell’Eurogruppo;
  • il Ministro degli Esteri è contrario e vuole bocciare l’accordo in parlamento, mentre il Ministro del tesoro in carica è favorevole e lo ritiene un ottimo accordo per l’Italia.

Lo capite adesso che succede a mettere il Paese nelle mani di gente così improbabile e volubile?

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