Iniziato il totosindaco a Roma

Dopo la battuta di arresto in Emilia è già iniziato il totosindaco a Roma.

E non è un bene...

Da questa mattina ricevo SMS e telefonate per un'indiscrezione pubblicata da Mario Ajello sul Messaggero, in base alla quale in alcuni ambienti della Lega si sarebbe fatto il mio nome per la candidatura a Sindaco.

Voglio subito chiarire che non ne so nulla e che quindi deve trattarsi di un pour parler di qualche amico leghista romano a cui devo essere simpatico.

D'altro canto nel gioco del totonomine il mio nome finisce su qualche giornale dal lontano 2000, in occasione delle elezioni regionali, per poi incassare altre simpatiche nomination nei venti anni successivi, insieme ad altri tre o quattro colleghi che sono più o meno sempre gli stessi.

Solo in una fase più vicina alla data delle elezioni i leader del centrodestra mettono sul tavolo i nomi veri.

Direi che in questo caso sarebbe opportuno saltare i preliminari: se l'Emilia insegna qualcosa è che la coalizione deve scegliere con grande cura e anticipo candidature davvero condivise e credibili.

Senza imposizioni e improvvisazioni e soprattutto senza la scia di polemiche e veti che di norma caratterizza le candidature a sindaco e a presidente della regione a Roma e nel Lazio.

Tra l'altro vincere a Roma oggi è possibile, ma anche difficile, in considerazione della prevedibile saldatura al ballottaggio tra PD e 5 Stelle.

Perciò potremmo fare a meno del totosindaco e pensare seriamente a chiudere un accordo entro marzo.

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