Il coronavirus ci complicherà la vita

Presto il coronavirus ci complicherà la vita in un modo che non ci è affatto familiare.

Più di tutto temo le psicosi di massa.

Si era capito subito dalle prime notizie che giungevano dalla Cina che questa storia del coronavirus gli era bella che sfuggita di mano e che dovevamo prepararci al peggio.

E il peggio, cioè centinaia di contagiati in Italia e i primi morti nella popolazione anziana, è arrivato puntuale come un treno.

Nulla per il momento lascia sperare che l’epidemia sarà circoscritta e durerà poco.

Al contrario è ragionevole presumere che si estenderà rapidamente e ci accompagnerà fino all’estate, con il suo corollario di sofferenza e di morte dei soggetti più fragili.

Ma più di tutto sono da temere le psicosi collettive che purtroppo accompagnano spesso situazioni di questo genere.

Devo dire che le autorità nazionali e internazionali possono fare molto per evitare paure irrazionali e fissazioni di massa e purtroppo, finora, hanno invece incoraggiato dubbi e riserve su un racconto che non sempre è sembrato autentico e genuino.

Speriamo sappiano correggere la rotta.

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