La serie televisiva "Romulus"

Ho appena visto le prime puntate della serie "Romulus" e mi chiedo chi ne sia il consulente storico...

Allora, premetto che sono felice che si tenti con una produzione nazionale di rivisitare il mito della fondazione di Roma e che per questa ragione mi sono fatto un dovere di vedere le prime puntate di Romulus su Sky.

Il primo colpo negativo è venuto dai titoli di testa, dove il nome proprio Romulus, che dà il titolo  alla serie, è scritto con le lettere dell’alfabeto runico, più precisamente con le rune più antiche, cioè quelle dell’alfabeto Futhark, di origine germanica.

Ma Romolo non era nè crucco nè danese, nulla aveva a che fare con i norreni e, tra l’altro, non abbiamo prove che l’alfabeto Futhark esistesse al tempo della fondazione di Roma.

E allora perchè le rune in un ambiente latino?

Inspiegabile.

Così come mi chiedo cosa abbia indotto la produzione a considerare i latini del VII-VIII secolo avanti Cristo dei tipi che vivevano seminudi nei boschi in uno stato di igiene precaria o, al più, vestiti tutti con un’identica tunichetta marrone o rossa, prodotta in serie e distribuita da un’improbabile OVS dell’età del bronzo.

Si individuano così, dall’abbigliamento, i tre gruppi omogenei di protagonisti:

  • i Luperci sono tutti in mutande e vagano senza una meta tra i boschi dei castelli romani;
  • i soldati di Albalonga hanno tutti una tunica rosso porpora e sembrano dei tifosi romanisti;
  • tutti gli altri abitanti di Albalonga e dei trenta regni latini indossano invece un’identica tunichetta marrone (vedi foto);
  • infine tutte le donne sono truccate come Mina negli anni sessanta.

Era davvero inevitabile creare un”atmosfera così stereotipata e improbabile?

Per non parlare delle rune...

Insomma ci sono rimasto male...

Personaggi serie tv Romulus (Sky - 2020)

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