Governicchio minoritario

Come previsto Conte sopravvive di misura all'attacco renziano.

Brutto spettacolo al Senato.

Siamo stati facili profeti: il Governo al Senato perde la maggioranza assoluta, ma porta a casa la fiducia, grazie al soccorso di tre o quattro senatori che, in teoria, non avrebbero dovuto votare per il premier.

Roba già vista e prevedibile.

Tuttavia il peggio deve ancora venire: ora, per arrivare a quota 161, cioè alla maggioranza assoluta richiesta per l'approvazione di alcuni provvedimenti, bisogna aprire la valigia dei regali per altre new entry.

Conte si conferma così come il campione del trasformismo politico che tutti sospettavamo e i Cinque stelle chiudono la loro malinconica metamorfosi da sedicente forza di cambiamento a palustre riedizione della peggiore vecchia politica italiana, sostenuti, non a caso, dagli eterni Mastella, Tabacci & c.

Se fino a ieri avevamo un governo incapace di tutto, ora abbiamo anche un governo sempre incapace e anche debolissimo, sia sul piano della credibilità che su quello dei numeri.

Non proprio l'ideale per affrontare uno dei momenti più difficili nella storia del Paese.