Grillo senza pudore

"Draghi è un grillino, è uno di noi..."

Cӏ un tratto abnorme di inaffidabile trasformismo nel movimento cinque stelle.

Uno stile esagerato di impenitente tradimento di ogni principio politico e promessa elettorale fatta negli anni a milioni di italiani.

L’entusiasta ingresso nel Governone Draghi supera per intensità di cialtroneria, però, qualsiasi altro precedente storico dall’Unità d’Italia a oggi.

Grillo è arrivato a dichiarare che bisogna sostenere Draghi perchè è uno di loro, un grillino.

È stupefacente quanto debba stimare immemore e idiota l’opinione pubblica per proporre affermazioni così stralunate.

Mi tornano alla mente i giorni della commissione banche e le assemblee con i risparmiatori: i cinque stelle accusavano Draghi di ogni possibile mostruosa cospirazione ai loro danni.

A loro dire era tra i responsabili della carente azione di vigilanza di Bankitalia al tempo del fallimento delle banche venete. Più in generale, lo descrivevano come un uomo cardine della nomenclatura europea, una specie di nemico del popolo.

Ora, pur di restare al governo, è diventato uno di loro...

Dopo aver gettato senza esitazioni in un cassonetto l'avvocato del popolo, ecco qua che si apparecchiano l’ultimo scampolo di legislatura con il banchiere del popolo, l’unico problema che pongono è che ci siano ministri politici, cioè che almeno qualcuno di loro faccia il ministro.

Con Forza Italia (ma non erano mafiosi?), con la Lega (ma non avevano detto mai più con Salvini?), con Renzi e il PD, che fino alla scorsa legislatura erano il male assoluto.

Neanche la più imbarazzante sceneggiatura dei film di Alberto Sordi degli anni sessanta sui vizi degli italiani avrebbe potuto sfiorare tanta impresentabile ipocrisia.

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna