Afghanistan: armi nelle mani talebane

Gli americani hanno lasciato nelle mani talebane una decina di elicotteri, mezzi blindati, depositi di armi e munizioni.

Mentre a Kabul i civili tentano la fuga sui voli NATO, nel Panshir si organizza l'ultima resistenza.

Ignobile è forse l'aggettivo più adatto per definire la disastrosa gestione del disimpegno Nato dall'Afghanistan.

L'amministrazione Biden si è resa protagonista di uno dei più inspiegabili e vergognosi disastri militari della storia degli Stati Uniti, lasciandosi sorprendere dall'avanzata talebana e facendosi sequestrare imponenti depositi di armi, blindati ed elicotteri dalle milizie integraliste.

Se aveva ben poco senso occupare militarmente la regione dopo l'eliminazione di Bin Laden, è ancora più sconsiderato, dopo venti anni di occupazione, abbandonare in questo modo Kabul, coinvolgendo in un fallimento tragicomico i Paesi NATO, Italia compresa, che hanno partecipato alle missioni pagando un pesante tributo di morti e feriti.

In tanto sfacelo qualcuno, il figlio di Massud nel Panshir, mostra un barlume di dignità e - forse - si prepara a resistere.

A questi afghani, che non sembrano pensare alla resa e alla fuga, l'Europa dovrebbe guardare con attenzione, invece di limitarsi a tagliare la corda salvando qualche migliaio di profughi.

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