Giorgetti straparla a favore di Calenda

Giorgetti non si regola e in un’intervista straparla a favore di Calenda.

Un comportamento che non influisce sulle elezioni, ma risulta inaccettabile in un’alleanza.

Inciderà ben poco sulle elezioni romane, ma l’uscita di Giorgetti è una di quelle cose che infastidiscono sul piano dello stile assai più che su quello dei contenuti.

A Roma, Giorgetti non è nessuno: nativo di Cazzago di Brabbia, una metropoli del varesotto di 800 abitanti, con Roma ha sempre avuto poco a che fare.

Se qualcuno lo abbandonasse senza i soldi per un taxi a Corcolle, non riuscirebbe più a tornare in centro e diventerebbe un barbone.

Non è certo uno stupido e quindi dubito che la sua sia stata una gaffe.

Probabilmente l’esternazione va letta nello strano clima che caratterizza il dibattito interno alla Lega in questa complessa fase “di lotta e di governo“ che sta attraversando.

Di sicuro ha perso una straordinaria opportunità per tacere con successo sui destini di una città che non conosce, spendendo parole e giudizi positivi per un candidato, Calenda, che di positivo non ha nulla e che oggi lo ha ringraziato in un”intervista, chiarendo che però a lui fanno schifo tanto la Lega quanto Fratelli d’Italia.

Non dico che Giorgetti dovrebbe occuparsi al massimo del Sindaco di Cazzago di Brabbia ( a proposito, come accidenti si chiameranno i nativi di Cazzago?), ma almeno, a cinque giorni dal voto, mostrarsi più rispettoso del lavoro di migliaia di militanti e quadri del centrodestra impegnati per Michetti a Roma.

Credo sarebbe il minimo sindacale da aspettarsi da un alleato leale e corretto.

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