Io, Marino e il barbiere

Il nostro improbabile sindaco oggi, in una sconclusionata intervista sul Tempo, mi degna di una sibillina battuta sulle coppie gay.

Il Direttore gli chiede: "...Torniamo alle unioni civili. Sabato che fa trascrive?"
E lui risponde : "Certo che trascrivo. (...)

Seguo solo un'indicazione dell'Unione europea che dal 2000 prevede che tutti i Paesi consentano il riconoscimento delle coppie e tutti si diano delle leggi".

Poi aggiunge: "Facciamo un esempio a me caro. Se il Senatore Augello o il Senatore Quagliariello si innamorassero del loro barbiere, avrebbero un doppio privilegio rispetto a una coppia omosessuale.

Una persona normale non potrebbe mai lasciare la pensione ad una persona dello stesso sesso con cui abbia condiviso un amore.

Il Senatore Quagliariello e il Senatore Augello si".

Come al solito Marino dice stupidaggini.

Le pensioni, infatti, sono reversibili solo per il coniuge o per un congiunto.

Perciò il mio barbiere dovrebbe, nel caso, amarmi solo per le mie qualità. Ma non sarebbe ricambiato, perchè non è il mio tipo.

Se invece Marino avesse promesso al suo barbiere una buona pensione postuma gli avrebbe mentito, spero in buona fede.

Quanto alla registrazione dei matrimoni, in Italia non c'è nessuna legge che preveda cose del genere.

Perciò la sua iniziativa è fuori dalla legge, dalla Costituzione e dalla realtà di una città che ha ben altri problemi.

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