Natale triste a Piazza Navona

Sono conservatore per natura e mi mette tristezza piazza Navona a Natale, senza bancarelle e senza bambini.

Non so bene cosa sia successo tra gli ambulanti, il municipio e il sindaco, ma il risultato è desolante.

Tutto ciò che rimane di una lunghissima tradizione sono le casette del tiro a segno, deserte, e la giostra con i cavalli, con pochissimi bambini.

In una città in cui il sindaco ha nominato responsabile della lotta alla corruzione un signore indagato per i suoi rapporti con un presunto sodalizio mafioso, questa prova muscolare contro le bancarelle natalizie appare a dir poco esagerata.

Niente zucchero filato, niente torroni, niente palline nuove per l'albero.

E' una bravata contro i bambini degna di un cattivo dei fumetti.

Poi si, per carità, ci saranno anche state bancarelle con merce dozzinale, necessità di migliorare la qualità dell'iniziativa e chissà cos'altro.

Ma nel bel mezzo di una crisi, cancellare un luogo di incontro e di festa secolare come il mercatino di piazza Navona è un'assurdità.

Se a questo aggiungiamo le orribili luminarie di via del Corso che neppure il più sperduto paese dell'appennino avrebbe cuore di esporre, lo spirito antinatalizio del sindaco rasenta la provocazione.

Secondo me, Marino ha avuto un'infanzia difficile e Roma ne porta i segni.

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