Strage a Parigi

Difficile pensare che l'Italia ne restera' fuori.

Immagino già che i gravi fatto di Parigi apriranno un surreale dibattito sull'immigrazione in Europa, mettendo insieme problemi diversi e differenti emergenze.

Siamo alla vigilia di un'ondata terroristica che non si fermerà ai confini di Parigi o della Francia. Questa violenza arriverà anche in casa nostra.

E' un pasticcio figlio di una serie di fallimenti che vanno dall'occupazione dell'Iraq alle cosiddette primavere arabeE di un'Europa che è incapace a tutto.

Non sappiamo ancora chi siano i delinquenti incappucciati che hanno sparato a Parigi: non hanno probabilmente a che fare con i disgraziati portati dagli scafisti.

Sembrano persone molto decise e ben armate, collegate ai gruppi terroristici che si preparano a lanciare una campagna di violenza pianificata a tavolino.

In primo luogo bisogna affrontarli senza esitazioni, decapitando le centrali organizzative e senza illudersi che allo scopo saranno sufficienti qualche migliaio di combattenti curdi e i droni dello zio Sam. Ma altrettanto importante è costruire una politica europea che crei stabilità nelle troppe aree di crisi che sconvolgono il nord Africa e il vicino Oriente.

Occorrono coraggio, determinazione e lucidità. Invece temo che ci sarà una gran confusione, che alimenterà paura ed insicurezza.

L'unica cosa che lega l'immigrazione al terrorismo, è che sono due problemi che non possiamo affrontare senza un'iniziativa politica di medio periodo nelle aree di provenienza dei due fenomeni.

Eppure di questa esigenza non c'è traccia nel dibattito che si accende dopo ogni attentato terroristico.

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