La gente che mi vuol bene è molto, molto arrabbiata, ma...

Diversamente da quello che molti sospettano, uscire dal Senato dopo 12 anni non è un problema per qualsiasi persona ben nata.

Non mi sfugge quanto i modi e le inesplicabili motivazioni dell'accaduto possano mobilitare sentimenti di rivalsa e di rabbia.

Ma nel mio codice è impensabile sollevare una polemica per un seggio parlamentare.

Soltanto i poveracci alzano la voce per cose del genere.

Per questo non ho concesso interviste ai vari giornali che le richiedevano e mi sono astenuto da qualsiasi partecipazione a programmi televisivi che volevano approfondire la questione.

E' scritto nell'Ecclesiasta che c'è un tempo per ogni cosa e questo non è il tempo della polemica interna.

Valuteremo dopo le elezioni il senso politico di questo episodio.

Cercheremo e troveremo i responsabili di un atto politico non proprio amichevole e chiariremo ogni cosa.

Non mi ricordo un solo episodio della mia vita in cui mi sono rassegnato a subire un'offesa ingiusta senza un'adeguata reazione.

Ora, però, ci sono le elezioni.

Una vittoria a metà del centrodestra è pericolosa più di una sconfitta, perchè apre le porte ad un pasticcio governativo che rischia di distruggere la coalizione.

Perciò è interesse del nostro Paese e della nostra parte politica vincere bene, per costruire un governo di centrodestra il più possibile autonomo da ogni contributo esterno.

Perciò, almeno per i prossimi 30 giorni, chissenefrega del collegio mancato.

Daremo una lezione di stile - un'altra - ad un'ambiente che ne ha un disperato bisogno: faremo tutto il nostro dovere e saremo in campo per vincere.

Avremo i nostri candidati nelle liste regionali: a tutti gli amici di questa pagina chiedo di considerarli le bandiere dell'orgoglio non di un senatore decaduto, ma di Andrea Augello e della sua comunità, la più bella compagnia di militanti della destra laziale e romana.

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