Inchiesta sullo stadio: "Lanzalone chi?"

Per lo stadio di Roma, a caldo Il fatto quotidiano titolava ”la retata dl cambiamento”, alludendo ai cinque stelle, protagonisti del governo del cambiamento.

In effetti, mentre continuano a rimanere tutte da definire le responsabilità penali, sul piano politico questa volta non va in pezzi solo la già disastrata immagine della Raggi, ma l’intera catena di comando del movimento.

"Lanzalone chi?"

Dopo le prime 48 ore in cui tutto il Movimento 5 stelle fingeva che Lanzalone fosse un consulente qualunque, sconosciuto al sindaco e al vertice dell’armata grillina, è stata Virginia Raggi, interrogata dai giudici, a confessare che invece Lanzalone non era caduto da Marte sul Campidoglio, ma ci era arrivato su richiesta di due attuali ministri, Bonafede e Fraccari.

Quindi la povera Raggi sarebbe stata indotta dai due gerarchi a cinque stelle prima ad avvalersi della mediazione di Lanzalone per lo stadio e poi a premiarlo con l’incarico Di Presidente Acea.

Il che, pur lasciando sospeso il giudizio sulle eventuali responsabilità penali di Lanzalone, lascia di fronte ai romani due verità evidenti e innegabili: la prima è che Virginia Raggi è ormai considerata incapace di intendere e di volere dal suo stesso partito.

La seconda è che, se la sciagurata si ritrova in questa condizione per aver scelto di fidarsi di Marra, non sembra che gli alti papaveri e neoministri cinque stelle siano più abili e responsabili di lei nella scelte dei manager capitolini.

Insomma, in tutto questo casino, l’intera classe dirigente grillina, dall’assessore municipale di Ostia, al capogruppo in comune, ai candidati di un paio di collegi, al Sindaco e fino ai due già citati ministri, appare totalmente indistinguibile da qualunque altro partito Italiano coinvolto in passato in pasticci del genere.

Comunque vada, è la fine di una dichiarata e autocertificata diversità a cui milioni di italiani hanno creduto.

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