Adesso gli austriaci rivogliono il Tirolo

Se non fosse per mio nonno, che ha combattuto sul Carso, direi che ci conviene...

Nella mia casa, in Sabina, conservo una bella foto ritratto di mio nonno Vincenzo in uniforme da sottotenente di fanteria, del 1916, quando fu richiamato per combattere sul Carso.

E' solo pensando a quella foto che scrivo questo post a commento di un'Europa sempre più sguaiata e regressiva, dove, in campagna elettorale, gli austriaci si ricordano del fatto che i cittadini del Sud Tirolo sarebbero dei loro connazionali, ingiustamente sequestrati nei confini italiani e pertanto meritevoli di regolare passaporto austriaco.

La tentazione di restituire Tirolo e tirolesi all'Austria è forte: dubito infatti seriamente che Vienna o qualsiasi altro Paese al mondo riconoscerebbe loro la metà dei privilegi fiscali ed economici che la Repubblica italiana ha nel tempo concesso a quella comunità.

Dubito anche che gli stessi altoatesini siano disponibili a rinunciare a quei privilegi.

Ma la foto di nonno Vincenzo mi impone di non dire cose così volgari.

Il Sud Tirolo ha cessato di esistere 100 anni fa e da allora si chiama Alto Adige.

Lo abbiamo trasformato in un paradiso terrestre delle minoranze etniche a discapito dell'italianità di quelle terre ed ora è davvero fastidioso che proprio l'Austria, che di quelle concessioni è stata testimone e coprotagonista per un secolo, si inventi un'iniziativa provocatoria come la concessione del passaporto austriaco a italianissimi cittadini di lingua tedesca, italiana e ladina.

Ma il sovranismo è anche questo: per passare da legittime richieste di riconquista della sovranità nazionale, a sciocchezze pericolose e scioviniste che ci riportano ai temi irrisolti della pace di Versailles, basta un amen o più semplicemente qualche coglione in cerca di propaganda a buon mercato.

 

 

 

 

 

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