Da no TAV e no TAP a forse TAV e si TAP...

Questo governo porta comunque un risultato utile per tutti gli italiani: è infatti la migliore unità di misura della distanza che separa la propaganda dalla realtà e, in particolare, la propaganda dei 5 stelle dalla realtà di chi, da posizioni di governo, deve misurarsi con dati e numeri oggettivi.

Lasciamo perdere le baggianate sull'uscita dall'euro che accomunavano i due attuali partiti di governo quando erano all'opposizione, immediatamente archiviate già in fase di costituzione dell'esecutivo.

Lasciamo anche perdere tutte le rodomontate che hanno preceduto il cosiddetto decreto dignità, che cambia ben poco sul destino dei precari in Italia e quel poco lo cambia in peggio, visto che diverse migliaia di questi precari torneranno entro la fine dell'anno disoccupati.

Guardiamo invece con più attenzione quel che sembrava il cavallo di battaglia più irrinunciabile per i 5 Stelle: il blocco delle grandi opere avversate dai Movimenti no Tav e no Tap.

Qui siamo davvero alle comiche.

Il No tav è già diventato un Forse Tav, visto che il cosiddetto contratto di maggioranza prevede solo un riesame dell'intera materia, mentre Salvini, giustamente, ha già dichiarato che, tra penali e danni collaterali, non avrebbe senso bloccare l'opera.

Ma è sul gasdotto azero, destinato a sbarcare in Puglia, che i 5 Stelle hanno fatto davvero tutto da soli: è stato infatti il Premier Conte a rassicurare Trump sul fatto che quell'opera è considerata strategica dal suo governo, lasciando di gesso la Lezzi, ministro salentino, e Di Battista, protagonisti, per tutta la campagna elettorale, di un tormentone No Tap, incentrato sulla promessa di bloccare, con il governo grillino, l'opera in 15 giorni.

Nonostante queste false partenze, la luna di miele del governo continuerà almeno per altri sei mesi.

Ma già si avvertono gli scricchiolii dell'intero apparato propagandistico pentastellato.

Speriamo se ne accorga anche Salvini.

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna