Da No TAP, a Forse TAP, fino a Forza TAP

Il trasformismo degli sfascia carrozze al governo.

Un altra figura di niente dei 5 stelle, che rovesciano il loro veto sul gasdotto che dall’Azerbaijan via Turchia, Albania, Adriatico dovrebbe arrivare a Melendugno, in una conferma dell’opera e in un tempestivo via libera all’apertura dei cantieri.

Di Maio, che come al solito non sospetta minimamente di cosa si stia parlando, aggiunge una nota pittoresca sostenendo che il rovesciamento di posizione sarebbe motivato da un’inesistente penale di 20 miliardi.

La povera gente del Salento che ha votato in massa per i cantastorie brucia certificati elettorali e grida al tradimento.

Tra gli stessi grillini, guardando nei loro blog in rete, si adombra addirittura il sospetto che sia stato Putin, per tutelare gli interessi di Gazprom presente nella compagine delle società interessate all’opera, a sollecitare Conte per sbloccare i cantieri nel corso del loro ultimo incontro.

Insomma il gasdotto che dovrebbe affrancarci dalla dipendenza dai russi, potrebbe in realtà interessare comunque Gazprom e non solo una simpatica comitiva di parenti di Erdogan che, secondo l’Espresso, governano le altre società che gestiranno l’opera.

Io non lo so quanto questi retroscena siano reali, ma è certo e provato che in questa vicenda i cinque stelle si dimostrano dei pericolosi pagliacci.

Perchè il problema non è avere un ripensamento, ma cambiare opinione dopo avere per mesi raccontato che questa opera era inutile e che criminali erano gli interessi di chi voleva realizzarla.

I soliti toni sguaiati, senza rispetto per gli avversari, per il buon senso, per la decenza.

Si sono spinti a dichiarare che avrebbero cancellato l’opera in due settimane.

E la gente gli ha consegnato fiducia e consensi.

Succederà ancora.

E non sarà un bello spettacolo...

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