San Lorenzo, Halloween e gli spacciatori

Dopo la tragica vicenda di Desirée, non passa giorno che qualche giornalista non ritorni da San Lorenzo con un bel servizio dove, a poche decine di metri dalle forze di Polizia che apparentemente presidiano il quartiere, una telecamera riprende più o meno sempre la stessa scena: l’autore dell’inchiesta viene avvicinato da qualche spacciatore, di cocaina o di erba, che offre tranquillo la sua mercanzia, come se nulla fosse accaduto.

L’ultima volta ieri sera, mentre il quartiere era in preda ai discutibili festeggiamenti della discutibilissima festa di Halloween.

Forse dovremmo tutti riflettere su quanta ipocrisia e quanta retorica si fabbricano intorno al tema della sicurezza a Roma.

San Lorenzo è e rimane una piazza di spaccio senza che nessuno muova davvero un dito per riportare quel territorio entro livelli di legalità almeno accettabili.

Neppure la morte di un’adolescente riesce a imporre una pausa ad una criminalità che è certa dell’impunità.

Ancora di più infastidisce il finto stupore di tutte le istituzioni quando si scopre che a due passi dal centro di Roma ci sono stabili degradati e abbandonati dove bande di balordi fanno i loro commerci e le loro porcherie in tutta tranquillità.

Stupore di cosa?

Quei luoghi nel quartiere sono ben conosciuti da tutti.

Semplicemente sono isole di illegalità tollerate.

Mancano idee, determinazione, volontà politica per riconquistare questi spazi ceduti a criminali da quattro soldi, infami e vigliacchi come infame e vigliacca è la merda che smerciano persino ai ragazzini.

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