Il tormentone del padre di Di Maio

Le Iene hanno scoperto che nell’azienda di famiglia del ministro Di Maio hanno lavorato diversi operai in nero, compreso un bidello di una scuola pubblica che prendeva così due stipendi.

La faccenda in sé non crea stupore: purtroppo nell’edilizia il lavoro nero è quasi una regola e Pomigliano non è un paradiso di legalità nel mondo del lavoro.

Colpisce la distanza tra l’enfasi con cui Di Maio ha sempre parlato del valore della legalità nella sua famiglia e la realtà dei soliti italianissimi imbrogli per non pagare contributi, tasse e salari contrattuali.

Ma più di tutto colpisce il fatto che sia un’inchiesta giornalistica e non le autorità competenti a fare luce su questa storia.

Oggi la società non è più del padre del Ministro, ma del Ministro e della sorella del Ministro.

Mi auguro che la Procura voglia approfondire quanto emerso dal servizio e verificare se ci siano stati altri comportamenti illeciti, anche in anni più recenti.

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