In arrivo il taglio dello 0,4% del deficit con una modifica della manovra

Il governo pare abbia ingranato la retromarcia.

La prova muscolare con la Commissione europea pare destinata a concludersi con una tardiva e perciò un tantino ingloriosa ritirata spagnola dei nostri eroici governanti, seriamente intenzionati a ridurre al 2% il deficit.

Che è esattamente quanto serve ad evitare la procedura di infrazione e a tranquillizzare i mercati.

Rimarrà un oscuro mistero perchè non lo abbiano fatto dall’inizio, preferendo alimentare un gran rumore di sciabolette da operetta e una crescita evitabilissima dello spread.

Resta da vedere dove arriveranno i tagli necessari.

Le due voci più a rischio sono sempre quota cento e il reddito di cittadinanza.

Entrambe si prestano infatti a ritocchi che possono facilmente ridurre la già ridottissima platea di beneficiari e quindi la spesa.

Se così fosse rimarrebbe il rammarico di non aver tentato una vera prova di forza con l’Europa per una robusta iniezione di investimenti finalizzati alla crescita e alla creazione di buona occupazione, finendo col dare una prova di debolezza per distribuire assistenzialismo e piccole mance elettorali.

Inoltre colpisce la grande distanza tra i proclami della campagna elettorale dove sembrava imminente non si sa bene quale rivoluzione antieuropea e la realtà i del piccolo cabotaggio di questo negoziato destinato a concludersi con una manovrina sgangherata e inutile.

Alla fine tutto si riduce ad una versione allargata del reddito di inclusione voluto dal Pd, a 100.000 pensionati precoci una tantum, e ad un mini condono con annessa rottamazione.

Sempre che non ci ripensino e ricominci il mussoliniano refrain del "Noi tireremo dritto"...

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