Seconda interrogazione sui vigili al Ministro Madia

Interrogazione a risposta scritta.

Il sottoscritto Senatore, premesso che:

  • in seguito ad un presunto caso di assenteismo tra gli operatori della Polizia locale in servizio presso Roma Capitale il 31 Dicembre 2014, l'amministrazione comunale si à lanciata in una temeraria campagna stampa, cercando di nascondere macroscopiche disfunzioni organizzative che hanno mostrato tutti i limiti della catena di comando, come evidenziato in una precedente interrogazione già presentata all'attenzione del Ministro;
  • rispetto ai contenuti di quell'interrogazione, sono pervenute alcune significative conferme sia sulle cifre, attraverso la pubblicazione sulla pagina Facebook dell'interrogante della nota 264975 del 31 Dicembre, a firma del Comandante Clemente, nella quale si certifica l'assenza di circa il 60% (e non l'83% ) del personale nel turno delle 19,00, sia sull'elenco vecchio di due anni utilizzato dal Vice Comandante Modafferi per la reperibilità, grazie alle testimonianze di vigili in pensione e/o infortunati raccolte dal Corriere della sera e da Repubblica;
  • sul piano concreto, a fronte di un'impressionante loquacità mediatica, il Comando competente non ha posto in essere alcuna iniziativa efficace per tutelare la pubblica amministrazione dai presunti assenteisti, rinunciando ad utilizzare per tempo lo strumento delle visite fiscali e dando luogo ad una condotta a dir poco discutibile nelle procedure di contestazione nei confronti dei lavoratori ritenuti privi della certificazione necessaria a giustificare l'assenza;
  • in particolare è ormai accertato per tabulas non solo che la Vicecomandante Modafferi ha diffuso cifre percentuali sulle assenze, superiori del 23% rispetto a quelle dichiarate dal Comandante Clemente nel documento di attivazione della reperibilità, ma anche che il Comandante Clemente ha dichiarato il 1 Gennaio che risultavano 43 operatori assenti senza alcuna giustificazione, maggiorando di almeno 13 unità ( cioè del 30%) i soli 30 casi effettivamente risultati "contestabili" dall'amministrazione;
  • successivamente, in data 5 Gennaio, l'amministrazione ha annunciato il deferimento di un numero imprecisato di presunti assenteisti, oscillante fra le 30 e le 80 unità;
  • il 7 Gennaio è stato chiarito dal Vice Sindaco Nieri che erano state spedite, due giorni prima, 30 lettere dall'Ufficio Procedimenti di Roma Capitale e successivamente non risultano altri inoltri di similari contestazioni; 
  • in realtà, nei 30 casi in questione, si tratta di lavoratori accusati di non aver risposto alla chiamata di reperibilità o di aver comunicato solo verbalmente di aver effettuato la donazione del sangue effettuare il 30 o il 31 dicembre. I casi invece di mancata presentazione del certificato medico si riducono a pochissime unità;
  • il CCNL di categoria prevede un termine di 10 giorni per trasmettere all'ufficio competente i fatti da contestare al dipendente, quindi l'amministrazione avrebbe dovuto entro l'11 gennaio ( prendendo per buona la dichiarazione di Clemente, che già il 1 Gennaio assumeva per certa l'identificazione di 43 assenteisti ) o al massimo entro il 15 (prendendo per buona la dichiarazione del Vice Sindaco Nieri, che sostenne, il 7 Gennaio, che già il 5 Gennaio erano partite le lettere per i 30 casi da contestare), individuare i lavoratori che non avevano risposto alla reperibilità e quelli privi di certificato medico, attività peraltro che non richiede un' organizzazione teutonica, trattandosi di dati elementari da raccogliere presso ogni Comando nelle 48 ore successive al giorno in cui si è registrata l'assenza;
  • è infatti necessario rispettare un principio di immediatezza posto a base del provvedimento disciplinare, così come ribadito dalla sentenza di Cassazione civile, sezione lavoro, dell'11 febbraio 2014, n.3034, che ha poi ritenuto "ragionevole" un termine di ulteriori 10 giorni per notificare al lavoratore la contestazione;
  • alla data di oggi risulterebbe pertanto prescritta la possibilità di muovere contestazioni ad altri lavoratori oltre ai 30 già individuati, a meno che non giungano fatti nuovi dall'inchiesta avviata dalla Procura della Repubblica;
  • non si può tacere che le 30 aperture di provvedimento disciplinare sono state trasmesse scrivendo in calce la data del 15 Gennaio, ma lavorate in fretta e furia tra il 15 mattina e il 16 Gennaio, dopo che in una lettera gli Ispettori del Ministero avevano opportunamente segnalato il rischio della decorrenza termini per le contestazioni;
  • nonostante questa situazione sia evidente, si continua a discutere sulla stampa sul numero finale delle contestazioni che l'amministrazione intende sollevare, come se questa attività potesse protrarsi ad libitum e al solo scopo di minimizzare l'abissale distanza che separa i dichiarati 830 assenteisti dalle misere 30 contestazioni ritenute presentabili;
  • appare inoltre accertato che diversi vigili, fra i 30 che hanno ricevuto la contestazione, si trovavano in ferie al momento della richiesta reperibilità o hanno ricevuto la convocazione alcune ore dopo l'inizio del turno a seguito delle grottesche procedure adottate dal Vice Comandante Modafferi il 31 sera, già descritte nella precedente interrogazione, e della tardiva decisione del Comandante Clemente di attivare la reperibilità;
  • nel complesso appaiono quindi chiare alcune gravi responsabilità del vertice del Corpo a Roma: 1) non sono state attivate con la dovuta tempestività le procedure per le visite fiscali di fronte ad un numero di assenze minore delle percentuali dichiarate, ma comunque sufficiente a giustificare un approfondimento e adeguati controlli; 2) non sono state attivate a partire dal 30 Dicembre ( o almeno dalla mattina del 31 Dicembre ) le procedure di reperibilità, riducendosi ad una confusa azione di recupero il 31 pomeriggio, convocando pensionati, infortunati ecc. come descritto nella precedente interrogazione; 3) ci si è abbandonati ad una campagna mediatica ossessiva, senza preoccuparsi dei termini di immediatezza richiesti dal contratto, individuando alla fine solo 30 casi degni di contestazione e ritardando le notifiche oltre ogni ragionevole necessità; 4) l'utilizzo degli sms per l'attivazione dell'istituto della reperibilità risulta illegittimo e privo di efficacia ai fini di un'eventuale contestazione dell'assenza del lavoratore interessato, circostanza che non potrà che suscitare ilarità tra i giudici del lavoro eventualmente chiamati a pronunciarsi su questa storia;
  • ancora a proposito dell'uso degli sms, il Comando è talmente consapevole dell'assurdità della procedura adottata dalla Modafferi, che nelle contestazioni fa riferimento solo alla normale procedura della convocazione telefonica seguita dai Comandi dei gruppi;
  • la notte del 31, infatti, i pochi vigili accorsi alla chiamata di reperibilità corrispondono a quelli effettivamente raggiunti dalle telefonate dei Comandi dei gruppi, nei limiti temporali concessi da una procedura attivata solo due ore prima dell'inizio del turno, mentre gli sms hanno causato solo confusione, raggiungendo personale fuori servizio, utenze telefoniche disattivate da tempo e, per di più, pervenendo ore dopo l'inizio del turno a buona parte dei destinatari;
  • l'insieme di questi errori reca un evidente pregiudizio per la pubblica amministrazione, dimostra trascuratezza, improvvisazione e non mancherà di provocare conseguenze negative negli inevitabili contenziosi che vedranno coinvolta Roma Capitale, una volta avviate le procedure per i provvedimenti disciplinari;
  • ad aggravare questa situazione, contribuisce il Sindaco che si comporta come se non fosse sua la responsabilità della nomina dei vertici del Corpo e che ha di recente superato sé stesso, chiedendo ai vigili romani ( che sono 6.000 a Roma e quindi per il 91% estranei a questa vicenda ), in un'intervista non smentita, di "domandare perdono alla città", come fossero peccatori immondi, estranei alle sue decisioni e soprattutto a quelle del Comandante e del vice Comandante che lui ha scelto e sui quali può e deve intervenire qualora non si dimostrino in grado di organizzare un turno di servizio per un semplice concerto di fine anno con qualche migliaio di spettatori infreddoliti.

Tutto ciò premesso, il sottoscritto Senatore, chiede al Ministro della Funzione pubblica se ritenga, alla luce delle considerazioni richiamate in premessa, di chiedere agli ispettori ministeriali di valutare con grande attenzione tutte le decisioni assunte dai massimi dirigenti della Polizia locale di Roma Capitale, approfondendo le reali responsabilità di ciascuno di loro rispetto alla straordinaria confusione che ha costantemente caratterizzato tutta questa vicenda fin dal suo rumoroso debutto sulla stampa nazionale. Chiede inoltre di sapere se gli ispettori abbiano segnalato al Sindaco di Roma e ai suoi dirigenti l'impossibilità di continuare all'infinito ad evocare nuove liste di destinatari di provvedimenti, essendo ormai decorsi i termini di immediatezza richiesti dalla legge, dal contratto e dalla giurisprudenza consolidata. Chiede, infine, se il Ministro ritenga di invitare gli ispettori ad acquisire le testimonianze dei vigili in pensione, infortunati, sospesi o trasferiti in altre sedi, richiamati illegittimamente in servizio tramite sms la notte del 31, le cui generalità sono ora facilmente identificabili grazie agli articoli apparsi sulla stampa dopo la prima interrogazione.

Roma, 19 Gennaio 2015

Andrea Augello

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