Terza interrogazione sui vigili

Interrogazione a risposta scritta.

Il sottoscritto senatore, premesso che:

  • a seguito dell'ormai nota vicenda, riguardante i presunti casi di assenza ingiustificata tra gli operatori della polizia locale di Roma capitale lo scorso 31 dicembre, sono state istruite e notificate 28 contestazioni disciplinari dall'ufficio procedimenti disciplinari del comune di Roma;
  • la procedura è stata delegata all'ufficio procedimenti disciplinari dal comandante del corpo il 5 gennaio 2015;
  • le norme attualmente in vigore prevedono che, per le assenze ingiustificate dal servizio, possa essere irrogata la sanzione disciplinare della sospensione dal servizio fino ad un massimo di 10 giorni (art. 3, comma 5, lettera c, ccnl 11/4/2008), sulla base della valutazione della gravità del disservizio determinatosi;
  • l'art. 55 bis, comma 1 del dlgs 165/2001, il t.U. Sul pubblico impiego, introdotto nel 2009 con la cosiddetta "legge brunetta", prevede che per le sanzioni punibili con il massimo di 10 giorni di sospensione dal servizio, la competenza sia del "responsabile della struttura";
  • sembra quindi evidente che per le contestazioni per le presunte assenze non giustificate degli operatori della polizia locale la notte del 31 dicembre, la legge assegni al dirigente della u.O. Di appartenenza del dipendente la responsabilità di un eventuale provvedimento disciplinare;
  • lo stesso ufficio procedimenti disciplinari del comune, con nota (prot. 100081) del 13/11/2009 ribadisce:"per le infrazioni di minore gravità, per le quali è prevista l'irrogazione di sanzioni inferiori alla sospensione dal servizio con privazione della retribuzione per più di 10 giorni, il citato decreto ha stabilito la competenza del responsabile della struttura in cui il dipendente lavora, anche in posizione di comando o di fuori ruolo (art. 55 bis, comma 1, primo periodo)";
  • lo stesso ufficio ha ribadito il medesimo concetto con una seconda nota (prot. 17071) del 28/2/2012;
  • allo scopo di giustificare la bizzarra procedura adottata dal comandante Clemente, è stato inserito nelle lettere di contestazione un riferimento normativo all'art. 3, comma 6, lettera b), del ccnl, che prevede una sanzione disciplinare da 11 giorni a 6 mesi per una "assenza ingiustificata ed arbitraria dal servizio per un numero di giorni superiore a quello indicato nella lettera c) del comma 5" (cioè 10 giorni);
  • non si ravvede nessuna giustificazione a questo svarione, neppure evocando gli elementi di "gravità" e/o "disservizio arrecato", poiché il comma 1 ed il comma 4 e seguenti, dell'art. 3 del ccnl sopra richiamato, descrivono puntualmente il modo in cui tali elementi incidono sulla gradualità delle sanzioni e, nel caso delle contestazioni in esame, il comma 5 prevede la sospensione dal servizio fino al massimo di 10 giorni;
  • sembra dunque evidente che l'ufficio provvedimenti disciplinari del comune, trovandosi nell'imbarazzo di gestire irregolarmente una procedura non di sua competenza, abbia tentato di "coprirsi" riferendosi ad un articolo contrattuale estraneo alle contestazioni per la mancata presentazione del certificato medico per l'assenza per malattia e del tutto improponibile per la mancata risposta alla reperibilità;
  • pare a questo punto inevitabile che tutti gli operatori della polizia locale fatti oggetto di contestazione, possano facilmente far valere in giudizio le irregolarità della procedura richiamate in premessa, mettendo seriamente a rischio la legittimità delle scelte del comandante clemente e la validità stessa delle contestazioni;
  • i fatti fin qui descritti si aggiungono a tutte le altre lacune, richiamate in altre due precedenti interrogazioni, evidenziando un quadro desolante del modo in cui i vertici dell'amministrazione capitolina si siano preoccupati, in questa vicenda, più di lanciare una campagna mediatica che dell'accertamento della verità e delle pochissime, singole responsabilità;
  • il risultato è che si è mortificata la dignità di migliaia di appartenenti al corpo della polizia locale, senza peraltro nemmeno preoccuparsi di perseguire in modo efficace i casi davvero meritevoli di una sanzione, circoscritti, forse, a meno di 10 unità.

Tutto ciò premesso, il sottoscritto senatore chiede al Ministro della funzione pubblica se ritenga opportuno richiedere agli ispettori che stanno seguendo questa tormentata vicenda, di approfondire le responsabilità del comandante del corpo rispetto al pregiudizio arrecato alle possibilità dell'amministrazione di far valere con successo l'eventuale applicazione delle sanzioni previste dal contratto nei confronti dei lavoratori effettivamente assenti, senza alcuna giustificazione, la notte del 31 dicembre.

Roma, 22 gennaio 2015

Andrea Augello

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