Augello: sulla Onlus Marino ha mentito

Comunicato stampa

Quattro indagati per truffa e falso ideologico.

Adesso fuori i nomi.

Il Ministero del Lavoro ed il Ministero della Giustizia hanno finalmente risposto alla mia interrogazione sui misteri e sulle losche vicende che riguardano Imagine, la Onlus di Ignazio Marino.

La storia è nota: alla vigilia delle elezioni comunali in cui Marino era candidato, era saltata fuori una brutta faccenda nella gestione della Onlus.

In pratica un dipendente, invece di essere pagato ed inquadrato per le prestazioni effettivamente svolte, veniva retribuito con tre assegni di pari importo ogni mese, due dei quali intestati a persone inesistenti, ma regolarmente contrattualizzate come collaboratori occasionali.

Ovviamente gli assegni poi venivano incassati dall'unico lavoratore effettivamente in servizio, mediante una falsa girata.

In questo modo venivano frodati il fisco e l'Inps, evitando che il lavoratore venisse inquadrato con un contratto a tempo indeterminato.

Su questa storia il Sindaco ha sempre ripetuto di essere parte lesa, avendo lui provveduto ad esporla, mediante una querela, all'attenzione della Procura della Repubblica.

Sempre Marino ha più volte dichiarato che l'unico indagato fosse un dipendente infedele, tale signor Pignatelli, mentre i vertici della Onlus avevano chiarito, a suo dire, la loro posizione davanti ai Magistrati.

Il tutto nonostante diversi giornali avessero pubblicato i contratti firmati da Ignazio Marino a persone inesistenti e le copie degli assegni, emessi dal tesoriere della Onlus, sempre a favore di intestatari a cui corrispondevano nomi di fantasia.

Oggi la risposta alla mia interrogazione mette nero su bianco tre fatti che inchiodano il Sindaco di Roma:

  1. l'inchiesta non è affatto partita da una querela di Ignazio Marino ma da una autonoma indagine di polizia giudiziaria;
  2. gli indagati sono fino ad ora quattro - e non il solo Pignatelli - tutti per il reato di concorso in truffa, possesso e fabbricazione di documenti di identificazione falsi e falso ideologico, commesso da privato in atto pubblico. Il fatto che nella risposta all'interrogazione si faccia riferimento alle qualifiche degli indagati, rispetto ai reati contestati, non lascia alcun dubbio sulla circostanza che tutti appartengano alle strutture di vertice della Onlus;
  3. sempre nell'interrogazione, è specificato come l'unica parte offesa menzionata nell'inchiesta della Procura risulti essere l'Inps e non certo il Sindaco.

Risulta quindi evidente che Ignazio Marino ci ha raccontato un sacco di balle, a partire dal dibattito televisivo nella sfida contro Alemanno in piazza del Campidoglio, quando per la prima volta rispose ad una domanda su questa brutta storia, dichiarandosi appunto parte lesa e spergiurando sull'assoluta trasparenza della Onlus.

Ora se parliamo delle qualifiche di ogni singolo indagato, si è portati ad ipotizzare che la Procura abbia attenzionato i responsabili della Onlus, che abbiano rispettivamente:

È chiaro che si tratta soltanto di ipotesi, sulle quali è persino inutile attardarsi, considerando che quanto emerge dalla risposta alla mia interrogazione obbliga il Sindaco a dire finalmente la verità sia sulla sua posizione in questa inchiesta, sia sull'effettiva identità dei suoi collaboratori che oggi sono accusati di concorso in truffa.

Chiarimento reso ancora più urgente dal fatto che ben due Assessori operavano con Marino nella Onlus Imagine:

  1. la Leonori come revisore dei conti
  2. la Cattoi come membro del direttivo

Attendiamo pazientemente la confessione del Sindaco.

Roma, 29 Ottobre 2015