Interrogazione sulle numerose incompatibilità e ai vizi di forma della nomina di Minenna

Ecco il testo dell'interrogazione, presentato anche in forma di esposto al Presidente Cantone, relativo alle numerose incompatibilità e ai vizi di forma della nomina di Minenna.

L'assessore si è dimesso prima che l'autorità anticorruzione si pronunciasse nel merito Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-06148 Atto n. 4-06148 Pubblicato il 20 luglio 2016, nella seduta n. 664 AUGELLO

- Ai Ministri dell'interno, per la semplificazione e la pubblica amministrazione e dell'economia e delle finanze.

- Premesso che, secondo quanto risulta all'interrogante:

  • con ordinanza del sindaco di Roma n. 14 del 7 luglio 2016, è stato nominato assessore Marcello Minenna, a cui sono state affidate funzioni propositive e di indirizzo, nonché di coordinamento e di controllo in materia di bilancio, patrimonio e riorganizzazione delle aziende partecipate;
  • alla data dell'ordinanza, il dottor Minenna risultava in servizio, con qualifica dirigenziale, presso la Consob, non avendo egli ritenuto di richiedere l'aspettativa non retribuita per assolvere le sue nuove funzioni istituzionali, né di richiedere, come previsto dalla legge, la preventiva autorizzazione della Consob per svolgere il ruolo di assessore e contemporaneamente le sue normali mansioni presso l'istituto;
  • alla luce della sentenza n. 3795 del 22 giugno 2011 del Consiglio di Stato, l'obbligo della richiesta preventiva di autorizzazione all'amministrazione di appartenenza da parte di un pubblico dipendente, investito di un incarico assessorile, appare certo e fuori discussione;
  • la richiesta di autorizzazione da parte del dottor Minenna, alla luce dell'articolo 53, comma 7, del decreto legislativo n. 165 del 2001, doveva precedere la nomina;
  • in caso di inosservanza, chiarisce il successivo comma 8, il provvedimento di incarico assessorile è nullo;
  • nonostante quindi il quadro legislativo e giurisprudenziale obbligasse il Comune di Roma a non procedere alla nomina, senza una preventiva richiesta formale di autorizzazione ed un altrettanto formale assenso della Consob, Minenna restava in carica a giudizio dell'interrogante illegittimamente come assessore dal 7 al 15 luglio, data in cui la commissione Consob, non ritenendo compatibile la permanenza in servizio con l'incarico assessorile ricevuto da Minenna, acconsentiva a metterlo in aspettativa;
  • la richiesta di aspettativa, posta peraltro come ipotesi subordinata alla pretesa di rimanere comunque in servizio, era stata formalizzata da Minenna soltanto poche ore prima della riunione della commissione;
  • la commissione Consob, dopo aver preso all'unanimità le decisioni richiamate, si è invece spaccata, pronunciandosi, a maggioranza, per rendere retroattiva, fino al 7 luglio 2016, l'aspettativa riconosciuta a Minenna;
  • in questo modo, si è tentato di sanare, secondo l'interrogante surrettiziamente, il comportamento del dirigente Consob ed anche quello del sindaco di Roma, laddove il primo era passibile delle sanzioni previste dall'articolo 53 del decreto legislativo n. 165 del 2001, mentre, sulla seconda, pesava il dubbio di aver abusato dei propri uffici, conferendo l'incarico al dottor Minenna (con un relativo, per quanto contenuto, vantaggio patrimoniale in suo favore) senza attendere l'autorizzazione della Consob;
  • pur ammettendo, tra insuperabili difficoltà, che la sanatoria retroattiva della commissione Consob sia legittima sul piano formale e giuridico, rimane ancora da superare un secondo problema, riconducibile al tema del pantouflage, alla luce di quanto disposto dall'art. 29-bis della legge n. 262 del 2005;
  • la norma richiamata vieta a tutti i dirigenti Consob, nei 2 anni successivi alla cessazione dell'incarico, di intrattenere direttamente o indirettamente rapporti con i soggetti regolati o con società controllate da questi ultimi, pena la nullità del contratto;
  • come già ricordato, l'assessore Minenna ha ricevuto dal sindaco la delega relativa alle aziende partecipate dal Comune di Roma e tra queste figura Acea SpA, quotata in borsa a seguito della deliberazione del Comune di Roma n. 305 del 18 dicembre 1998;
  • Acea è dunque certamente un soggetto regolato da Consob, di cui il Comune di Roma detiene il 51 per cento delle azioni, mentre il restante capitale sociale si divide tra il 16,35 per cento di Francesco Gaetano Caltagirone, il 13,31 per cento di Suez Environment Sas, il 2,02 per cento di Norges Bank e il 17,32 per cento flottante nel mercato;
  • le modalità attraverso cui il Comune esercita le proprie prerogative di azionista prevedono, prima di ogni assemblea dei soci, l'approvazione di una dettagliata delibera che fissa i limiti di autorizzazione relativi alle iniziative che il rappresentante dell'amministrazione capitolina potrà svolgere nell'assemblea stessa;
  • è quindi innegabile che ogni assessore svolga un ruolo indiretto, eppure cogente, nel determinare le scelte più importanti di una società regolata da Consob, a cominciare dal bilancio d'esercizio e dal bilancio consolidato, fino alla relazione sulla gestione, alla relazione sul governo societario e gli assetti societari, tutte materie regolate dalla Consob (regolamenti interni, art. 82, comma 2, lettera b)), trattandosi di documenti soggetti all'approvazione dell'assemblea dei soci;
  • se, dunque, nessun assessore può essere un ex dipendente Consob e prendere parte all'approvazione di deliberazioni riferite alle attività di Acea SpA, almeno per il biennio di "raffreddamento" previsto dalla legge, ancor più stravagante pare la pretesa che possa essergli conferita un'esplicita delega, come nel caso di Minenna;
  • di norma, infatti, è proprio l'assessore delegato o il suo dirigente a prendere parte all'assemblea dei soci, passando così da un ruolo indiretto ad una partecipazione diretta alle scelte della società regolata da Consob, ed è sempre l'assessore delegato ad intrattenere un rapporto costante con il management, a condividerne le scelte e, inevitabilmente, a condizionarle rispetto alle aspettative dell'azionista,

si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo intendano approfondire i fatti esposti sotto il profilo della legittimità, valutando gli opportuni interventi, soprattutto in materia di pantouflage, anche alla luce del pregiudizio di nullità che ad avviso dell'interrogante inficerebbe l'atto amministrativo dell'incarico assessorile in favore del dottor Minenna.

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