Mozione per l'azzeramento dei vertici di CONSIP

Il testo della mozione presentata con Quagliariello e altri colleghi in Senato, chiedendo l'azzeramento dei vertici di CONSIP.

I sottoscritti Senatori, premesso che:

  • nei giorni 2 e 3 Marzo 2017, sui giornali L'Espresso, Il Fatto Quotidiano e su altre testate sono stati pubblicati ampi stralci di dichiarazioni rese all’autorità giudiziaria dal dottor Luigi Marroni, Amministratore Delegato in carica della CONSIP, a margine dei resoconti giudiziari sulle inchieste delle Procure di Napoli e di Roma relative ad alcune gare d'appalto;
  • dai verbali sopra richiamati emergerebbero gravissime affermazioni rese alla Magistratura dal dottor Marroni, riguardo il ruolo del Ministro Luca Lotti, del Presidente Luigi Ferrara, del dottor Filippo Vannoni e di alcuni ufficiali dei Carabinieri che, a suo dire, lo avrebbero messo in guardia rispetto alle attività investigative messe in atto dalle autorità inquirenti, anche attraverso intercettazioni ambientali negli uffici dei vertici della CONSIP;
  • nei medesimi verbali il dottor Marroni racconta di aver subito pressioni dal signor Tiziano Renzi e dal faccendiere Carlo Russo per orientare una gara d'appalto indetta dalla CONSIP, precisando le seguenti circostanze: "Russo per rafforzare la sua richiesta, mi disse in modo esplicito che questo affare non interessava solo lui ma dietro la società che stava rappresentando vi erano gli interessi di Denis Verdini, facendomi capire chiaramente che avrei dovuto impegnarmi nel senso da lui prospettato, ribadendomi che io ricoprivo questo incarico grazie alla nomina che mi era stata concessa dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi. Devo ammettere che questa richiesta mi turbò molto perché mi rendevo conto che se non avessi dimostrato di agevolare l'azienda segnalatami dal Russo avrei rischiato il posto ma di contro ero fortemente intenzionato a non dare seguito alla richiesta in quanto palesemente contraria alla legge";
  • in un'intervista concessa al quotidiano La Repubblica, il 2 Marzo 2017, al giornalista che gli chiedeva conferma delle presunte pressioni ricevute da Tiziano Renzi, il dottor Marroni rispondeva testualmente: "Posso solo rispondere così: da molti anni occupo posizioni che mi danno potere decisionale, così la gente pensa di potermi chiedere favori e che io possa farli. Il segreto è uno solo: non fare questi favori, lasciare che te li chiedano e non farli";
  • il successivo 4 marzo, intervistato dal Corriere della Sera, il dottor Marroni approfondiva il concetto con le seguenti affermazioni: “Capita che ti chiedano un favore, io di solito faccio finta di prendere un appunto e poi lo butto via. L’importante è non superare quella linea che ti porta a compiere un illecito”. Richiesto dal giornalista di spiegare la ragione per cui non ha denunciato le pressioni che avrebbe riferito ai magistrati di aver subìto, il dottor Marroni rispondeva: “Se ti chiedono un favore non è che subito ti metti a urlare e rovesci il tavolo. L’importante è non farlo quel favore. E io non l’ho fatto”.
  • anche a voler concedere di non dover prendere in considerazione i testi delle dichiarazioni rese a verbale dal Marroni, trattandosi di anticipazioni giornalistiche, che comunque non sono state smentite né dalle Procure interessate né dal Marroni stesso, le dichiarazioni virgolettate nell'intervista non possono che generare sconcerto e perplessità;
  • l'Amministratore Delegato di una delle principali stazioni appaltanti nazionali dovrebbe infatti ben sapere che richiedere favori per orientare una gara è un reato, perché costituisce una turbativa d'asta, mentre se la richiesta si spinge ad una minaccia indiretta, tale da turbare la serenità di un pubblico ufficiale, il reato configurabile è quello di concussione;
  • quando qualcuno chiede favori all'Amministratore Delegato della CONSIP con toni blandi o, peggio, minacciosi, questi non ha altra alternativa che denunciare l'accaduto alla Magistratura;
  • omettere la denuncia significa infatti venir meno a un dovere d'ufficio, dando luogo a una prassi che incoraggia il ripetersi di comportamenti di questo genere nei confronti di altri dirigenti della CONSIP, sempre al fine di alterare il corretto svolgimento delle gare;
  • la condotta del dottor Marroni, orgogliosamente rivendicata nelle sue esternazioni sulla stampa, viola il punto 3.2 lettera c) del Codice etico della Consip, che raccomanda ai destinatari di "operare nei rapporti con i terzi con imparzialità, trasparenza e correttezza, evitando di instaurare relazioni che siano frutto di sollecitazioni esterne o che possano generare un conflitto di interesse";
  • a prescindere dalla condotta poco trasparente dell'Amministratore Delegato, non è inoltre secondaria la questione che egli sembra aver sollevato nei confronti del Ministro Lotti riguardo le presunte violazioni del segreto d'ufficio di cui quest'ultimo si sarebbe reso responsabile avvertendolo delle intercettazioni in corso;
  • mentre non si ha notizia di alcuna iniziativa legale adottata dal Ministro per denunciare una pretesa calunnia o altra attività diffamatoria in suo danno, è evidente come tutta questa situazione getti un'ombra sulla credibilità della trasparenza della CONSIP e dello stesso Governo, in una vicenda giudiziaria che avrà bisogno dei suoi tempi per definire ogni eventuale responsabilità;
  • in tale contesto, non è noto alcun intervento adottato dal dottor Marroni, nella qualità di amministratore delegato di Consip s.p.a., per revocare la procedura di appalto rispetto alla quale egli stesso ha dichiarato di avere ricevuto pesanti minacce che lo avrebbero “molto turbato”, in quanto era consapevole di essere destinatario di una richiesta “palesemente contraria alla legge” volta a favorire un’azienda sotto una pressione tale da indurlo a dichiarare: “se non avessi dimostrato di agevolare l'azienda segnalatami dal Russo avrei rischiato il posto”.;
  • né risulta alcun intervento adottato dal dottor Marroni o dai vertici responsabili di Consip s.p.a. per denunciare alla Magistratura gli interventi illeciti scoperti solo per effetto delle attività di indagine in corso;
  • anzi, i vertici Consip, informati illecitamente delle indagini in corso, si sarebbero attivati in una direzione opposta rispetto a quella che sarebbe stata coerente con un atteggiamento di leale collaborazione con le autorità inquirenti, realizzando una bonifica ambientale, e quindi rimuovendo le apparecchiature installate dagli inquirenti per le intercettazioni ambientali, a supporto dello sviluppo investigativo in corso, così pregiudicando in maniera irrimediabile le indagini;
  • il complesso di questi elementi non consente affatto di affermare che il dottor Marroni e i vertici della Consip abbiano manifestato un atteggiamento trasparente e di leale e fedele collaborazione con le autorità inquirenti, come invece dovuto da parte di pubblici ufficiali, per giunta incaricati di così delicate competenze proprio a tutela degli interessi pubblici in tema di appalti e contratti pubblici, né che abbiano adottato alcuna misura per revocare l’appalto così pesantemente interessato dalle attività illecite solo ora segnalate (ma non denunciate), o puntellarne in qualsiasi altro modo le condizioni di legittimità e trasparenza, preoccupandosi solo di impedire agli inquirenti di potere proseguire nelle attività di indagine in corso, senza denunciare gli illeciti dei quali hanno dichiarato di avere avuto immediata consapevolezza, e attivandosi anzi per ostacolare le indagini in corso delle quali avevano puntuale cognizione;
  • non risulta l’eventuale segnalazione di tali rilevantissime e palesi distorsioni sul regolare andamento aziendale né nei confronti degli organi di controllo interni, del collegio sindacale, dell’Organismo di vigilanza istituito ai sensi del d.lgs. n. 231/2001, né nelle informative periodiche che gli amministratori di Consip sono tenuti a fornire trimestralmente ai sensi dell’art. 11.7 dello Statuto sociale al Dipartimento del Tesoro e al Ministro dell’economia e delle finanze per verificare la rispondenza dell’azione sociale alle direttive impartite e al piano generale approvato, né si ha notizia dell’esercizio da parte del Dipartimento del Tesoro di iniziative volte ad acquisire notizie e informazioni sulla gestione e amministrazione della Società, come invece prescritto ai sensi dell’art. 11.8 dello Statuto sociale, che avrebbero potuto essere attivate soltanto dalla segnalazione tempestiva e corretta da parte degli Amministratori di quelle che ora vengono prospettate come minacce destinate a “turbare molto” il destinatario delle stesse.

Tutto ciò premesso, i sottoscritti Senatori impegnano il Governo:

  • a esercitare tutti i poteri spettanti al Ministro dell’economia e delle finanze, in qualità di socio unico di Consip s.p.a, per promuovere l’immediato rinnovo degli attuali vertici della CONSIP, essendo assolutamente prioritario ricostruire immediatamente l'immagine dell'Azienda intorno ad un management totalmente estraneo alla vicenda giudiziaria in corso prima di dovere essere costretti ad adottare una delle misure di sospensione o decadenza previste ai sensi dell’art. 13 dello Statuto sociale, anche in considerazione della palese violazione di puntuali adempimenti espressamente prescritti dallo Statuto per la regolare gestione e che non hanno consentito all’azionista di esercitare precisi poteri di informativa per orientare tempestivamente la gestione e l’amministrazione della società nel senso conforme alle più palesi prescrizioni di legge, con piena consapevolezza degli amministratori di Consip interessati;
  • a individuare e sospendere tutte le gare per le quali l'Amministratore Delegato, il Presidente o altri Dirigenti siano stati oggetto, per usare le parole del dottor Marroni, di altre "richieste di favori".

Impegnano altresì il Ministro dell’Economia e delle finanze, ferma l’immediata adozione degli interventi sulla governance della società sopra indicati, a riferire tempestivamente in Parlamento circa i risultati di un'inchiesta amministrativa che definisca le dimensioni di questo tipo di pressioni indebite nell'ambito della recente attività della CONSIP o di altre società controllate dal Ministero dell’economia e delle finanze e dell'eventuale coinvolgimento di altri dirigenti in vicende di questo genere, nonché nelle altre strutture pubbliche nelle quali il dottor Marroni, per come dallo stesso dichiarato, abbia “da anni occupato posizioni” che gli abbiano dato “poteri decisionali”.

Le dichiarazioni del dottor Marroni, che lasciano intendere come, nel suo modello gestionale, interlocuzioni finalizzate a condizionare le gare siano una normale e routinaria consuetudine, esigono infatti un approfondimento che non può essere rinviato.

Roma, 7 Marzo 2017.

I Senatori Andrea Augello e Gaetano Quagliariello

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