Esposto sul caso IsiameD

I sottoscritti Senatori espongono quanto segue

Alla cortese attenzione del Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC), Dott. Raffaele Cantone con riferimento all’Atto Senato 2960-B, approvato in via definitiva dal Senato in data 23 dicembre 2016 (in attesa di pubblicazione in G.U.), siamo costretti a segnalare il contenuto del comma 1087 che ripropone un emendamento approvato dalla Commissione Bilancio in sede referente in data 28 novembre 2017, nel corso della seduta notturna n. 845;

il citato emendamento, in seguito a numerose riformulazioni, é stato approvato dalla Commissione con parere favorevole della Relatrice, Sen.ce Magda Zanoni, e del Rappresentante del Governo, Viceministro Enrico Morando, nel seguente testo: “95.7 (testo 3) Langella, Milo Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 95-bis. (Tutela e valorizzazione del Made in Italy)

1. Al fine di affermare un modello digitale italiano come strumento di tutela e valorizzazione economica e sociale del Made in Italy e della cultura sociale e produttiva della tipicità territoriale, eè assegnato un contributo pari a 1.000.000 di euro per ciascuno degli anni 2018, 2019 e 2020 in favore dell'istituto IsiameD per la promozione di un modello digitale italiano nei settori del turismo, dell'agroalimentare, dello sport e dello smart city».

Conseguentemente, all'articolo 92, dopo il comma 1 aggiungere il seguente: «1-bis. Il fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307, è ridotto di 1 milione di euro per ciascuno degli anni 2018-2020».

”il testo approvato risulterebbe assegnare un contributo pari a un milione di Euro per ciascuno degli anni 2018, 2019 e 2020 in favore dell'Istituto italiano per l'Asia e il Mediterraneo (IsiameD), per la promozione di un modello digitale italiano nei settori del turismo, dell'agroalimentare, dello sport e delle smart city.

La previsione, avrebbe il fine di affermare un modello digitale italiano come strumento di tutela e valorizzazione economica e sociale del Made in Italy e della cultura sociale e produttiva della tipicità territoriale, e comporta una parallela riduzione, all'articolo 92, del fondo per interventi strutturali di politica economica, per ciascuno degli anni 2018-2020;

tale intervento legislativo potrebbe presentare profili di criticità rispetto al contenuto delle direttive 2014/24/UE sugli appalti pubblici e 2014/25/UE sugli appalti nei settori speciali e risulterebbe, di conseguenza, incompatibile con le norme del decreto legislativo n. 50 del 18 aprile 2016 e successive modificazioni, che ha recepito i contenuti di entrambe le direttive nel nostro ordinamento;

in particolare, le criticità risulterebbero inerenti al rispetto delle soglie di rilevanza comunitaria, contenute nell’articolo 35 del nuovo Codice dei contratti pubblici, oltre le quali è obbligatorio avvalersi di procedure di evidenza pubblica, in particolare per ciò che concerne i servizi specifici di cui all’allegato IX de medesimo Codice;

pur riaffermando il pieno rispetto delle prerogative parlamentari costituzionalmente garantite e la piena facoltà del Parlamento e dei suoi membri di esercitare l’iniziativa legislativa loro attribuita dalla Carta fondamentale, le contraddizioni sopra richiamate ci impongono di richiedere all’Autorità Nazionale Anticorruzione, quale autorità competente in materia, di valutare se il testo legislativo sottoposto possa essere considerato in linea con le normative nazionali e comunitarie in materia di concessioni e appalti pubblici.

Distinti saluti, Andrea Augello Gaetano Quagliariello

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