Invasione del parlamento americano

Viste e riviste la immagini dell’invasione del parlamento americano, qualcosa non torna...

Quando, anche nel nostro mondo, molti erano pronti a tessere le lodi di Donald Trump, sono stato tra i pochi ad esprimere grandi perplessità sull’uomo, sulla sua storia, sulle sue intenzioni politiche nei confronti dell’Europa.

Perciò non posso essere sospettato di indulgenza nei confronti dell’ormai ex Presidente degli States.

Tuttavia qualcosa non mi convince rispetto ai disordini che in poche ore hanno trasformato Trump nel profanatore della democrazia americana e quindi in un personaggio da mettere alla berlina a livello nazionale e internazionale.

In particolare mi chiedo: chi ha dato ordine di aprire le porte ai pittoreschi sostenitori dell’ex Presidente?

Chi ha gestito la regia dell’ordine - o meglio sarebbe dire del disordine - pubblico, che ha visto le forze di Polizia abbandonare una così importante sede istituzionale nelle mani di un numero contenuto e quindi contenibile di facinorosi?

La mia impressione è che qualcuno abbia fortemente voluto la “profanazione” dell’aula del Congresso  e che ci vorrà del tempo per capire se sia davvero stato lo stesso Trump, come praticamente tutti i media del mondo scrivono da giorni, utilizzando gli scampoli del suo residuo potere presidenziale o se, invece, non siano stati i suoi avversari, cogliendo un’occasione per cancellare dalla scena politica l’ex Presidente, trasformandolo in un leader antidemocratico e violento agli occhi del mondo.

Di certo mi ha colpito la facilità irrisoria con cui i dimostranti hanno avuto accesso al Palazzo, tra l’altro dopo una manifestazione già annunciata di cui le autorità erano ben consapevoli da tempo.