Dimissioni di Zingaretti

Le dimissioni di Zingaretti dimostrano le vere priorita' dell'attuale PD.

"Pensano solo alle poltrone" scrive su Facebook Nicola Zingaretti, alludendo alle correnti del suo partito e annunciando le sue dimissioni da leader del PD.

Non abbiamo mai fatto sconti - e mai ne faremo - a Nicola Zingaretti e lui lo sa bene.

Ma questa  sua chiarezza, questa netta dissociazione dal governismo bulimico - che nulla ha a che fare con lo spirito di un governo di salvezza nazionale - di una classe dirigente in gran parte fabbricata e cooptata da Renzi in parlamento, ha il pregio di rendere pubblico un disagio che spiega bene le ragioni della crisi del PD.

Non so se ci ripenserà, tornando sui suoi passi, o se le sue dimissioni rappresentino una dissociazione insanabile da una situazione che lo ha visto spesso ostaggio dei capibastone del partito, ma quel che è certo è che le sue dichiarazioni accendono un faro su un clima invivibile e sulla profonda crisi politica che travaglia gli eredi del grande Partito comunista, che fu di Gramsci, Togliatti e Berlinguer.

Un partito che mostra un'inconscia inclinazione al suicidio, che preferisce organizzarsi in un comitato di autoliquidazione piuttosto che tentare un rilancio intorno a un leader, che è ossessionato dal bilancino degli incarichi di governo e dei seggi ancora disponibili per le prossime elezioni e ha perso ogni interesse per la politica con la P maiuscola.