Indecente agonia dei Cinque stelle...

Grillo bastona Conte. Travaglio attacca Grillo. Casaleggio jr attacca tutti.

Non so come fosse venuto in testa al geniale Giuseppi di prendere la guida dei cinque stelle accantonando o esautorando Beppe Grillo.

Grillo ha cambiato idea su quasi tutto nella sua breve stagione politica, ma non sul fatto che il movimento sia, sostanzialmente, una sua emanazione, una roba che può gestire a piacimento.

Conte, al massimo, può essere un prestanome sostitutivo di Crimi e Di Maio, ma nulla di più.

Del resto per Conte fare da prestanome è un destino fin dal suo esordio politico, dove quel ruolo avrebbe dovuto svolgere a Palazzo Chigi nelle intenzioni di Salvini e Di Maio.

Invece no: i giornaloni lo hanno convinto che lui davvero potessa archiviare Grillo e rifondare i cinque stelle, mandandolo a sbattere contro il Grillo furioso, che gli ha chiesto pubblicamente: “Io sono il fondatore e il garante e tu chi sei?”.

A nulla è valsa la difesa di Travaglio che si sente uno dei creatori del Golem Giuseppi, né miglior sorte ha avuto la tentata mediazione di Di Maio.

Tutto sembra volgere verso un’ennesima rottura, come auspicato anche da Casaleggio jr.

Ma non è detto: capacissimi di rimangiarsi tutto, come altre cento volte in passato.

Nel complesso un pessimo spettacolo, l’ennesimo, dell’agonia di una forza politica trasformista, voltagabbana, piene di risentiti personalismi e attraversata da un clima invivibile.

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