Interrogazione al Ministro degli Interni

Ecco 15 fatti che provano lo strapotere di mafia criminale anche nell'era Marino.

Interrogazione a risposta scritta.

Il sottoscritto Senatore, premesso che:

  • la recente inchiesta su mafia capitale, che avrebbe portato alla luce l'esistenza di un articolato sodalizio criminale con al vertice i signori Carminati e Buzzi, ha aperto un dibattito sull'opportunità di commissariare o meno l'amministrazione capitolina, dopo le gravi accuse mosse dalla Procura di Roma a consiglieri e amministratori in carica oltre che ad un certo numero di dirigenti;
  • la competente Prefettura sta procedendo all'accesso agli atti al fine di accertare il livello di inquinamento mafioso presente nell'attuale amministrazione;
  • il Sindaco in carica sostiene di essere stato un baluardo contro l'infiltrazione mafiosa dal momento della sua elezione;
  • non è certo per pregiudizio politico che l'interrogante intende mettere in discussione l'autocertificata condotta antimafiosa del Sindaco Marino;
  • il problema è che ci sono fatti obiettivi, evidenti, indiscutibili che documentano come, dall'elezione dell'attuale Sindaco ad oggi, gli affari del presunto sodalizio mafioso abbiano prosperato grazie ad una serie di decisioni e nomine adottate dalla nuova amministrazione;
  • prescindendo dagli episodi minori, ci sono almeno 15 fatti che dimostrano come il Sindaco Marino sia stato del tutto inerme di fronte alla conquista di nuovi spazi da parte del sodalizio criminale, stabilendo una continuità in negativo con l'amministrazione Alemanno;
  • è convinzione dell'interrogante che Marino non sia stato consapevole degli errori che stava commettendo, ma non esiste alcuna seria ipotesi che la sua amministrazione abbia contrastato o anche solo infastidito mafia capitale;
  • le circostanze richiamate in premessa sono confermate da almeno 15 diversi episodi che attestano la credibilità e la forza del sodalizio criminale fin dall'avvento della Giunta Marino.

In particolare:

1. Maggio 2013: Marino riceve dalla cooperativa 29 Giugno due finanziamenti, per un totale di 30 mila Euro, per la sua campagna elettorale.

2. Poco dopo si reca in vista presso la sede della 29 Giugno, dove esprime apprezzamento per la cooperativa, si impegna a ripristinare i fondi per la cooperazione tagliati da Alemanno e promette di donare alla coop di Buzzi il suo primo stipendio da Sindaco. In quell' occasione viene scattata la foto in cui conversa con il Buzzi ed il vice Sindaco Nieri.

3. Dopo le elezioni, Marino nomina Assessore alla casa Ozzimo, ritenuto dagli inquirenti collegato a mafia capitale.

4. Nella fase di formazione della nuova amministrazione, Marino nomina al vertice dell'autorità comunale per la lotta alla corruzione e per la trasparenza degli appalti il dottor Politano, ritenuto dagli inquirenti collegato a mafia capitale.

5. Il Consiglio comunale di Roma nomina Presidente Mirko Coratti, ritenuto dagli inquirenti collegato a mafia capitale. Anche se la nomina è una prerogativa del Consiglio, è difficile credere che il la maggioranza non abbia chiesto un assenso preventivo del Sindaco.

6. Contestualmente vengono formate le Commissioni e la presidenza della Commissione Affari sociali, incaricata di svolgere le funzioni di controllo della Giunta in materia di gestione dei servizi sociali, viene affidata alla Consigliera Erica Battaglia, dipendente di un consorzio amministrato da Buzzi.

7. Alla fine del 2013 scoppia l'emergenza rifiuti, con le famose foto dei maiali che fanno il giro del mondo: 5 milioni di Euro sono destinati alle cooperative di Buzzi per ripulire la città.

8. Le coop di Buzzi ricevono un finanziamento straordinario per le pulizie, per tre settimane, nelle stazioni delle metropolitane.

9. Il 31 Gennaio 2014, il primo atto del nuovo amministratore delegato dell'Ama nominato dal Sindaco Marino, il Dottor Fortini, è l'adozione in Cda del piano anticorruzione: responsabile della trasparenza e della lotta alla corruzione viene nominato il Dottor Fiscon, oggi indagato per aver favorito nelle gare il presunto sodalizio mafioso.

10. Con il bando SPRAR i rifugiati accolti a Roma aumentano da 250 a 3000 unità, secondo gli inquirenti grazie ai buoni uffici dell'indagato Luca Odevaine. Il Campidoglio partecipa al bando per un importo complessivo che supera i 45 milioni e tra i destinatari delle risorse c'è il consorzio ERICHES, legato a Buzzi, che si aggiudica la gestione di quasi 500 ospiti ad un costo di 35 Euro al giorno.

11. Nel Maggio 2014 Buzzi si aggiudica l'appalto per la manutenzione delle ville storiche, del valore di circa 1 milione di Euro.

12. Il 19 Maggio del 2014, con ordine di servizio n.29, viene applicata la deliberazione del 14 maggio dello stesso anno del Cda dell'Ama, gestione Marino, relativo alla macrostruttura aziendale. Le Direzioni vengono ridotte da 10 a 3: un direttore generale, un amministrativo e un corporate. In pratica tutto viene messo sotto il controllo del dottor Fiscon, direttore generale con deleghe su Patrimonio, Impianti e logistica, Acquisti, Cimiteri e Risorse umane, e della dottoressa Anelli, con deleghe al Bilancio, Controllo gestione, Personale, Tariffa rifiuti e Controllo gestione. Fiscon e la Anelli sono considerati dagli inquirenti sotto il controllo del sodalizio criminale di mafia capitale.

13. Esplode il caso della Multiservizi, quando l'Assessore Cattoi decide di sottrarre a questa società la pulizia e la manutenzione delle scuole, varando una convenzione Consip con Cns: il valore dell'appalto è di 48 milioni di Euro e all'interno di Cns ci sono le solite cooperative di Buzzi. Soltanto le proteste e le mobilitazioni del personale della Multiservizi, minacciato dall'assenza di una clausola di salvaguardia dei posti di lavoro nel nuovo contratto, costringe Marino e la Cattoi a tornare sui loro passi.

14. Il 24 Ottobre del 2014 la Giunta Marino delibera la concessione alla 29 Giugno dell'immobile di via Pomona: il canone commerciale valutato dagli uffici del Comune, dovrebbe essere di 70 mila Euro l'anno, ma alla cooperativa viene riconosciuto lo sconto, riducendolo a 15 mila Euro. Secondo gli inquirenti la delibera viene modificata con un emendamento, che consente alla cooperativa di poter acquistare il medesimo immobile con uno sconto del 40% e con la riduzione da 5 a 3 anni del requisito minimo di decorrenza dalla stipula del contratto di affitto. Questo ed altri emendamenti, sarebbero stati realizzati attraverso l'interessamento di un'impiegata comunale, tale Dina Paone, che avrebbe ottenuto in cambio l'assunzione della figlia presso l'Università Roma Tre, dove la 29 Giugno svolge attività di manutenzione dell'immobile, portierato e pulizia. La Paone lavora nello staff dell'Assessore Ozzimo ed il suo emendamento viene presentato nella Commissione Patrimonio, presieduta dal Consigliere Pedetti.

15. L'assessore ai servizi sociali Cutini, defenestrata dalla Giunta dopo l'inchiesta su mafia capitale, rivela che Marino tentò di sostituirla con Ozzimo, indagato per presunte complicità col sodalizio criminale, promettendole "altro" il giorno prima degli arresti di Carminati e dei suoi complici.

Considerato quindi che:

  • a prescindere dalle responsabilità penali della Giunta Alemanno e della successiva amministrazione, sulle quali spetta alla magistratura procedere ad un approfondimento sviluppando l'inchiesta, è evidente che il presunto sodalizio mafioso avrebbe dimostrato grandi capacità di adattamento, assumendo il controllo di posizioni chiave nel passaggio tra le due Giunte;
  • dalle intercettazioni rese note dalla stampa, risulta chiaro il tentativo di favorire nella competizione elettorale Alemanno, ma dopo la vittoria del centrosinistra è però altrettanto evidente la soddisfazione di Buzzi nel comunicare i progressi dell'organizzazione nell'era Marino: Il nuovo Sindaco, una volta insediato, non viene mai considerato un intralcio, ne' una risorsa. Semplicemente l'organizzazione si limita a circondarlo senza incontrare alcuna resistenza;
  • senza l'intervento della magistratura, la cosiddetta mafia capitale avrebbe proseguito indisturbata il saccheggio del Campidoglio, continuando a migliorare le sue posizioni rispetto all'epoca di Alemanno.

Tutto ciò premesso il sottoscritto Senatore chiede al Ministro dell'Interno:

  • se intenda verificare che tutte le circostanze richiamate in premessa siano già note ai commissari nominati dal Prefetto e se intendano approfondirle;
  • se la presenza di un così elevato numero di dirigenti e amministratori non indagati nella giunta Marino, ma artefici di scelte amministrative che hanno comunque favorito o tentato di favorire decisioni auspicate ed attese dal sodalizio criminale, testimoni un inquinamento ambientale e politico tutt'oggi esistente, indebolendo la credibilità dell'istituzione e la possibilità di riportare il Comune alla legalità e ad un minimo di efficienza amministrativa;
  • quali siano le procedure comunemente adottate nelle altre amministrazioni quando si registri tra i Consiglieri la presenza di indagati per reati di mafia;
  • quali siano gli orientamenti assunti in precedenza dal Ministero degli Interni in situazioni paragonabili a quella di Roma Capitale.

Roma, 16 Dicembre 2014

Andrea Augello

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