Interrogazione con tutta la verità sulla notte del 31 dicembre e sul "caso vigili"

Interrogazione a risposta scritta

Il sottoscritto Senatore, premesso che:

  • hanno destato grande clamore sui media una serie di notizie diffuse dal Comune di Roma in merito ad un presunto caso di assenteismo di massa per malattia tra i vigili di Roma Capitale, che si sarebbe verificato nella sera del 31 Dicembre 2014, con una percentuale di assenze addirittura superiore all'83% degli operatori richiesti dall'amministrazione, anche attraverso l'istituto della reperibilità ( circa 830 assenti per malattia su 1000 richiamati a prestare servizio, secondo un fantasioso comunicato del Comandante dei vigili);
  • secondo informazioni raccolte dall'interrogante, tali notizie non solo sono false, ma sono state diffuse ad arte per coprire gravissime responsabilità dei vertici di Roma Capitale rispetto ad una serie di errori di valutazione e di ritardi organizzativi, che avrebbero determinato inevitabili provvedimenti contro l'intera catena di comando del Campidoglio;
  • per cominciare è falsa la percentuale dell'83% sopra richiamata, considerato che per la sera del 31 l'amministrazione poteva attivare l'istituto della reperibilità sulla squadra A, composta da poco meno di un migliaio di vigili, la metà dei quali si trovava in ferie e non poteva quindi essere inclusa tra le forze mobilitabili e che la stessa amministrazione ha dichiarato per iscritto, attivando le procedure di reperibilità il 31 pomeriggio, di disporre del 40% ( e non del 17%) delle forze necessarie, come vedremo più avanti;
  • secondo dati raccolti dall'interrogante, il 31 Dicembre su 6.200 vigili i malati erano in tutto 571, pari al 9%, i vigili in servizio erano 470 su circa 700 richiesti, il che porta a concludere che in realtà mancava all'appello il 33% delle unità necessarie;
  • i pochi eventi cittadini programmati per la notte di Capodanno, per i quali si riteneva necessario il presidio ad opera della polizia locale - in particolare la copertura delle aree limitrofe al Circo Massimo, dove doveva svolgersi un concerto gratuito - erano note da mesi all'amministrazione, così come il Comando dei vigili era cosciente da giorni del fatto che, per la prima volta dopo anni, si erano registrate bassissime adesioni tra il personale, nella sottoscrizione del modulo operativo su base volontaria per svolgere il servizio il 31 Dicembre, percependo il relativo compenso aggiuntivo di circa 400 Euro;
  • soltanto il 31 Dicembre, alle ore 17,00, il Comando, con nota protocollo 264975, decide di attivare l'istituto di pronta reperibilità della squadra A, a partire dalle ore 19,00;
  • la scelta dei tempi è già un atto di negligenza, ingenuamente confessato nel testo stesso del provvedimento sopra richiamato, in cui non si fa mistero del fatto che mancherebbe all'appello circa il 60% del personale necessario, computando in questa percentuale i vigili malati, quelli in ferie e i donatori di sangue. Si tratta di numeri che certo non si sono materializzati nel pomeriggio del 31 e che l'amministrazione aveva la possibilità e il dovere di inquadrare già nelle 48 ore precedenti il 31 Dicembre;
  • è dunque chiaro che il Comando dei vigili poteva e doveva già il 30 Dicembre attivare le procedure di reperibilità con ordine e con un largo preavviso, senza ridursi ad una disperata caccia all'uomo nelle ultime due ore precedenti l'inizio del turno;
  • ancora più incredibile risulta l'atteggiamento del Comando, alla luce del fatto che alle ore 17,00 del 31 Dicembre, l'amministrazione non era in possesso di un file aggiornato dei vigili della squadra A soggetti alla reperibilità;
  • il 16 Ottobre 2014, infatti, un virus contenuto in una mail inviata da un hacker presumibilmente di Pietroburgo, aveva infettato parte del sistema informatico del Comando dei vigili, danneggiando alcuni archivi;
  • il virus, del tipo ransomware, poteva essere disattivato versando 400 Euro agli hacker, ma il Comune ha ovviamente preferito resistere ai pirati informatici, attivando una procedura antivirus senza tuttavia accorgersi dei danni riportati in alcune parti del sistema, tra le altre quella relativa agli elenchi aggiornati per le varie squadre dei vigili a cui applicare la reperibilità;
  • per fronteggiare questa incredibile lacuna, nel pomeriggio del 31 qualcuno si è preso la responsabilità di utilizzare un elenco vecchio di almeno due anni, ripescato dal deskstop di un funzionario, privo di qualsiasi aggiornamento rispetto al personale in ferie, a quello cessato dal servizio, a quello soggetto a provvedimenti disciplinari e persino ai vigili deceduti;
  • in questa totale disorganizzazione, si è anche utilizzata una procedura di attivazione della reperibilità difforme dalle previsioni contrattuali, procedendo alle convocazioni tramite sms sui telefoni cellulari;
  • a prescindere dalle disposizioni contrattuali, l'idea di utilizzare gli sms nella sera di Capodanno, quando i cellulari sono intasati da decine di messaggi di auguri, per di più con la presunzione di ottenere nel giro di pochi minuti, da parte del destinatario, la lettura del messaggio e l'attivazione della reperibilità, risulta del tutto stravagante e priva di precedenti;
  • la conseguenza di tutte queste negligenze ha determinato una situazione tragicomica, in cui centinaia di vigili in ferie, pensionati, malati, sospesi dal servizio e persino deceduti, sono stati raggiunti da un sms che comandava di presentarsi entro le ore 19,00 "presso il comando ex sala mensa, munito di radio efficiente, per essere destinato al posto di servizio";
  • un centinaio di questi sms sono addirittura giunti ai destinatari dopo le ore 21 e quindi sono stati consapevolmente trasmessi al solo scopo di attivare in modo fittizio una procedura palesemente illegittima;
  • a gestire tutto questo sfacelo, la sera del 31 si trovava il vice comandante del corpo Raffaella Modafferi, incautamente poi incaricata dal Sindaco Marino di svolgere un'inchiesta sull'accaduto ai primi di Gennaio;
  • il vice Comandante Modafferi non può certo svolgere un'inchiesta sul 31 Dicembre, per la semplice ragione che nella sua persona va individuata una delle principali responsabili del caos di quelle ore ed è quindi su di lei che si dovrebbe indagare, evitando di metterla nella condizione di poter attenuare le proprie responsabilità, fabbricando una versione di comodo dell'accaduto;
  • il vice Comandante Modafferi non solo si trova quindi in un evidente conflitto di interessi, ma ha collezionato, in passato, tutta una serie di infortuni di immagine nell'utilizzo della sua autovettura e di quella di servizio, purtroppo regolarmente registrati e fotografati dalla stampa cittadina, che la rendono davvero poco proponibile per indagare su chicchessia. Fra le altre curiosità che caratterizzano questo dirigente, fortemente voluto al vertice del corpo dal Sindaco Marino, ce ne è una di carattere scientifico, che merita un approfondimento: il vice Comandante sembra infatti detenere un patrimonio genetico fortemente predisposto al controllo del traffico cittadino, visto che entrambi i suoi figli risultano in organico nei vigili di Roma Capitale, avendo vinto un concorso nel 2008, durante l'amministrazione Veltroni. Uno dei due è stato cooptato di recente nella segreteria del Comandante, posizione ambita da molti, dove si avvale di un regime complessivamente più vantaggioso. Tutte circostanze scarsamente apprezzate dai vigili di Roma Capitale, che rendono poco credibile la trasformazione di questo personaggio in titolare di inchieste sui comportamenti dei colleghi;
  • il risultato di tutta questa confusione e delle polemiche che l'hanno seguita, trascinando sui media anche il Governo, nella persona del Ministro della Funzione Pubblica, è che dagli 830 presunti vigili assenteisti malati si è passati a soli 94 casi sotto inchiesta, ridotti ulteriormente a 34 ritenuti più delicati;
  • è convinzione dell'interrogante che anche un solo caso di assenza ingiustificata andrebbe perseguito rigorosamente secondo le vigenti normative di legge, tuttavia è impensabile ignorare le enormi responsabilità che gravano sui vertici di un'amministrazione, che si è rivelata inetta e pronta a gonfiare un caso mediatico pur di sottrarsi alle proprie responsabilità;
  • alla luce di tutte le considerazione richiamate in premessa, risulta evidente che il Sindaco di Roma ha nascosto alla stampa, all'opinione pubblica ed allo stesso Governo, il pasticcio organizzativo di cui la sua amministrazione si è resa responsabile e persino l'intrusione di un hacker nel sistema informatico, tema che in altre circostanze non ha esitato ad agitare a drammatizzare a sproposito, nel maldestro tentativo di non pagare alcune multe meritatamente contravvenzionate alla sua autovettura privata, spingendosi fino a presentare un dossier alla Procura maldestramente manipolato, simulando l'esistenza di un attacco informatico mai avvenuto.

Tutto ciò premesso, il sottoscritto Senatore chiede al Ministro della Funzione Pubblica se ritenga utile trasmettere le informazioni contenute in questa interrogazione agli ispettori del Ministero inviati in Campidoglio e quali provvedimenti intenda assumere nei confronti dei vertici dell'amministrazione capitolina che hanno dato luogo a questo disastro di immagine per la città di Roma e per la pubblica amministrazione italiana.

Roma, 12 Gennaio 2015

Andrea Augello

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